ASSESTAMENTO 2018: CONS. DE GODENZ – OK ODG PER VALORIZZARE I VIGILI DEL FUOCO FUORI SERVIZIO

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Il consigliere UpT Pietro De Godenz, da sempre fortemente legato e attento al mondo del volontariato, ha appena ottenuto via libera all’unanimità ad un suo ordine del giorno pensato per valorizzare in modo concreto la figura del Vigile del Fuoco Fuori servizio.

L’odg, richiedendo lo stanziamento di fondo appositi, va a sanare un vuoto che all’entrata in vigore degli attuali statuti provinciali dei Vigili del Fuoco aveva lasciato in limbo alcuni ex pompieri (circa 200 a livello provinciale), eliminando la figura, prima presente, dei Vigili del Fuoco fuori servizio e introducendo – senza cooptare tutti gli ex vigili – quella del Vigile di complemento. “Quanto approvato” ha spiegato De Godenz “sarà di contributo per dare il giusto riconoscimento a quelle persone che, in molti casi, hanno dedicato decenni – in alcuni casi oltre 40 anni – alle loro rispettive comunità.” “Durante gli scorsi mesi” ha continuato il consigliere UpT di Tesero”ho avuto il privilegio di incontrarmi più volte con gli esponenti delle sei associazioni provinciali nate per raccogliere gli ex pompieri e ho potuto quasi toccare con mano la loro passione e dedizione al corpo. E quando hanno richiesto la possibilità di vedersi riconoscere un ruolo, potendo ad esempio rimettere al divisa nelle occasioni ufficiali o venendo invitati alle assemblee, ho ritenuto imporante impegnarmi per fare in modo che questo potesse avvenire. Ad alcuni sembrerà un passaggio formale ma a mio avviso era un’azione doverosa da compiere. Se il Trentino e la Protezione Civile trentina sono apprezzati e famosi in tutto il mondo è anche merito di chi, in passato, ha tanto lavorato perché fosse così“. ha concluso.

Sotto si riporta testo completo dell’ordine del giorno.

              PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO

D.D.L. 232/XV (Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2018 – 2020)

E’ risaputo come i corpi dei Vigili del Fuoco Volontari del Trentino siano giustamente considerati un vero e proprio fiore all’occhiello della nostra Provincia Autonoma, esempio di efficienza ed efficacia a livello nazionale e internazionale. Il loro operato rappresenta una grande ricchezza per il Trentino Alto-Adige, sia in termini sociali, perché comporta l’attivazione di energie, competenze e spirito di solidarietà che fanno parte del DNA delle popolazioni che vivono su questo territorio, sia dal punto di vista del servizio che viene reso ai cittadini nella prevenzione degli incendi e in generale nelle attività di soccorso pubblico attraverso una programmazione capillare dell’attività di soccorso anche sul piano dell’organizzazione di uomini e mezzi.

Recentemente il sistema pompieristico trentino ha conosciuto una profonda fase di revisione che ha portato ad importanti e funzionali cambiamenti; una delle modifiche introdotte nei nuovi statuti, ad esempio è quella riguardante le tipologie di vigili del fuoco appartenenti al Corpo, che sono state ridotte a quattro: i vigili del fuoco in servizio attivo, gli allievi, i vigili del fuoco di complemento, e gli onorari.

Non è più prevista la figura del “vigile fuori servizio” che rientra nella tipologia “di complemento” dopo il compimento del sessantesimo o l’insorgenza di inidoneità psicofisiche allo svolgimento di compiti operativi e qui risiede l’oggetto del presente ordine del giorno.

Durante lo scorso anno era stata presentata una mozione proprio sul tema dopo un fitto confronto con le sei associazioni provinciali trentine dei Vigili non più in servizio, le quali avevano evidenziato un’assenza di coinvolgimento nella vita dei corpi dopo il raggiungimento dei 60 anni e la conseguente fuoriuscita dal servizio attivo; a tal riguardo avevano, tra l’altro,  richiesto la possibilità di venire riaccolti nei rispettivi corpi di appartenenza, esclusivamente in modo formale e senza la volontà di avanzare pretese di concorrere alle scelte gestionali degli stessi, quali vigili di complemento poiché, di fatto, all’entrata in vigore dell’attuale statuto alcuni di loro (250 circa su tutto il territorio trentino) avevano smesso di essere Vigili del Fuoco fuori servizio – poiché tale figura non è più prevista – ma non sono stati automaticamente cooptati nella sezione definibile come “di complemento”, rimanendo sospesi in un limbo. Pare doveroso sottolineare come la forza dei corpi che sono presenti in modo capillare sull’intero territorio provinciale sia legata all’esperienza e alla capacità che hanno avuto i vigili del fuoco fuori servizio di trasmettere nel tempo i valori fondanti del corpo ai giovani allievi e a quelli oggi in servizio, una vera e propria eredità che costituisce un patrimonio che deve essere preservato e custodito con attenzione, anche formalmente e nel riconoscimento di figure importanti per il movimento pompieristico anche se non più in servizio attivo.

I vigili del fuoco volontari fuori servizio, non smentendo la proverbiale tenacia e volontà di essere presenti nella vita sociale della comunità trentina, si sono organizzati in sei associazioni che rappresentano buona parte del territorio della nostra Provincia, continuando in modo diverso a prestare servizio e a dare il proprio contributo alla comunità trentina, ma chiedendo di poter avere nuovamente quel riconoscimento, che giustamente rivendicano con orgoglio, nei confronti dei propri associati, affinché possano ancora essere parte integrante del corpo dei vigili del fuoco volontari, secondo le regole degli statuti vigenti e possano, ad esempio, vestire nuovamente la divisa in occasioni particolari o venire convocati alle assemblee e informati di quanto avviene nei corpi volontari ai quali hanno spesso dedicato decenni.

Appare evidente come un giusto limite legato all’età o a condizioni di salute al servizio attivo, o un piccolo vuoto normativo o regolamentare – come è di fatto quello che stiamo trattando – non possano e non debbano cancellare una storia che, in molti casi, è fatta di oltre quarant’anni di servizio all’interno di un corpo e che è fatta di relazioni, di rapporti umani, di sostegno reciproco e, soprattutto, di grande altruismo e generosità; un legame fortissimo con la comunità trentina che non può e non deve essere dimenticato ma che va salvaguardato e sottolineato con rispetto e gratitudine all’interno del movimento dei vigili del fuoco volontari con adeguati provvedimenti e la giusta formalità

Tutto ciò premesso

visto l’art. 23 del ddl 232/XV

Il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta Provinciale

a interpretare, con riferimento all’articolo 61, comma 4, della legge provinciale n. 9 del 2011, il regolamento provinciale relativo ai Corpi dei Vigili del Fuoco volontari in modo da includere nella categoria dei Vigili del Fuoco di complemento quei Vigili del Fuoco volontari che avevano maturato tale requisito prima dell’approvazione della citata legge provinciale sulla protezione civile 9/2011 e a sostenere le relative spese nell’ambito degli stanziamenti già disponibili sulla missione 11 (soccorso civile) delle risorse destinate alla Federazione dei Corpi dei Vigili del Fuoco Volontari.

          cons. Piero De Godenz

          cons. Gianpiero Passamani

          cons. Mario Tonina