ASSESTAMENTO 2019 – 2021: OK A ODG DE GODENZ PER RAFFORZARE ORTOPEDIA A CAVALESE E MIGLIORARE SPECIALIZZAZIONI NELLE VALLI

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Via libera all’unanimità del Consiglio provinciale a un’odg del cons. De Godenz (upT) che impegna la Giunta ad approntare interventi nell’organizzazione e una maggiore spinta verso le specializzazioni presso l’ospedale di Fiemme – unità di Ortopedia e Traumatologia – e in tutti gli ospedali territoriali trentini. 

L’ordine del giorno, emendato in alcune parti in accordo tra il consigliere De Godenz e l’assessora alla Salute Segnana, richiede in particolare di intensificare lo sforzo diretto a individuare, anche nell’ambito di un confronto con i professionisti sanitari e accanto alle azioni già poste in essere per favorire il reclutamento e la valorizzazione del personale sanitario presso gli ospedali di valle, ulteriori strumenti in grado di contrastare efficacemente la scarsità di figure professionali, rendendo attrattivo lavorare nelle sedi ospedaliere periferiche della provincia di Trento; proseguire, in riferimento all’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Cavalese, nelle azioni volte ad assicurare il ripristino dell’organico previsto in modo da permettere a tale servizio – già riconosciuto come d’eccellenza a livello provinciale e sovraprovinciale – di potersi sviluppare e specializzare ulteriormente. Infine viene richiesta la predisposizione di due studi: uno per la revisione degli orari di accesso alle sale operatorie dell’ospedale di Fiemme al fine di renderle accessibili e operative anche nei giorni di sabato e domenica onde evitare il conseguente intasamento degli ospedali cittadini e un altro per la revisione degli orari di accesso alle sale operatorie di tutti gli ospedali territoriali provinciali al fine di garantire la maggior copertura operativa possibile nell’arco di tutta la settimana.

Il consigliere dell’UpT ha voluto poi fornire un quadro dell’attuale situazione dell’organico presso l’ospedale di Fiemme e delle difficoltà ancora presenti negli ospedali presenti nelle valli che, con questo odg, vuole appunto contribuire a superare

Rimanendo sul caso specifico di Cavalese” ha dichiarato “una possibilità potrebbe essere quella di andare verso una specializzazione ulteriore nel campo legato alle protesi ad esempio sviluppando ulteriormente la metodica fast track, già oggi praticata con successo e risultati di assoluto valore in ambito aziendale e provinciale – ma con ampi margini di potenziale sviluppo e che necessitano di un valido supporto dei servizi di fisioterapia ospedaliera, anch’essi al momento sottodimensionati” “ovviamente” ha poi ripreso “onde garantire una futura presenza di medici e una maggiore operatività sarebbe necessario rivedere la situazione delle sale operatorie. Al momento esse sono inaccessibili per le specialità chirurgiche eccetto l’ostetricia dal venerdì sera al lunedì mattina, con la speranza che la nuova sala in costruzione dedicata al reparto di Ginecologia e al Punto nascita possa essere occasione di un miglioramento in termini operativi e di tempistica. Altrimenti il rischio, evenienza che si sta già avverando come confermano alcuni professionisti da me incontrati e sentiti, è quello che le persone comincino a rivolgersi altrove – verso cliniche private “sta già succedendo data la presenza di una clinica i Valle di Fassa e l’apertura prevista a giorni in località Piera di Tesero di un’altra”  o strutture fuori provincia – aumentando i casi di mobilità passiva, e i relativi costi, destinati a gravare infine sulle cittadine e i cittadini”. Ultima considerazione, ma non in termini di importanza, la situazione generale provinciale legata ai medici ortopedici: attualmente quelli attivi nella nostra provincia sono 42, dei quali, entro fine 2019 per vari motivi (pensione, trasferimento, assenze già attuali, etc.), un numero consistente verra’ sicuramente a mancare. Facile immaginare che se non si interverrà per tempo, come avvenuto anche nel recente passato, il risultato dei futuri concorsi andrà a colmare le posizioni vacanti nei nosocomi di Trento e Rovereto, lasciando sguarniti gli altri, con tutte le complicazioni del caso, non ultimo, per ospedali come quello di Cavalese molto legato al turismo e considerato da tutti un’eccellenza, quella di entrare in ulteriore sofferenza con la stagione invernale, particolarmente intensa per quanto riguarda l’operatività di traumatologia e ortopedia.” De Godenz ha quindi concluso la sua esposizione auspicando che la Giunta continui a tenere alta l’attenzione sul diritto alla sanità per tutti coloro i quali nelle valli vivono o si recano come ospiti “Lo dico sempre ma vale la pena ripeterlo ancora una volta: non devono esistere cittadine e cittadini di serie A o B, il nostro è un territorio dalle caratteristiche peculiari e merita che si pensino e si realizzino standard e modelli di sanità funzionali e speciali.”

Sotto si riporta testo, come emendato, dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO

ddl n. 21/XVI ” Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019 – 2021”

Rivedere l’organizzazione e supportare l’attività delle specializzazioni presso l’ospedale di Fiemme e gli ospedali territoriali trentini

L’ ospedale di Cavalese, al servizio delle Comunità di Fiemme, Fassa, Cembra e Primiero oltreché di tutti gli ospiti che ogni anno in concomitanza delle stagioni turistiche nelle suddette si riversano, ha attraversato negli ultimi anni notevoli cambiamenti.

Gli stessi, ancora evidentemente in corso, non riguardano esclusivamente l’ormai suo malgrado famoso Punto nascita e i servizi ginecologici e chirurgici ad esso correlati ma anche altri Servizi fondamentali.

E’,ad esempio, il caso dell’Unità di Ortopedia e Traumatologia, divenuta negli anni grazie al prezioso lavoro dello Staff coordinato con professionalità e dedizione dal direttore dott. Marco Molinari, un riferimento riconosciuto ben oltre in confini provinciali, come confermato anche dalle numerose persone che ogni anno scelgono proprio Cavalese per la validità dell’assistenza resa.

Caratteristica importante dell’ Unità di Ortopedia e Traumatologia è l’alto livello di specializzazione raggiunto che fa della tempestività una delle sue caratteristiche peculiari. Agire velocemente e correttamente su di un trauma permette infatti di togliere dolore al paziente, limitando nel contempo i periodi di degenza con conseguenze positive innanzitutto per l’assistito – accorciamento del periodo obbligatorio di degenza – ma anche per l’ente pubblico, data la riduzione dei costi.

Fino a poco tempo fa l’organico dell’Unità di Ortopedia e Traumatologia poteva contare su 6 medici – 5 più un Direttore medico – ridottisi ora a 4 totali dopo la scelta di 2 professionisti di recarsi altrove.

Va poi evidenziato come nonostante l’organizzazione ambulatoriale interna sia stata rivista in autonomia presso la struttura ed efficientata al massimo, in periodi come ad esempio quello estivo date le ferie e i riposi spesso possano essere turnati solo 3 medici, i quali si riducono ulteriormente a 2 un giorno a settimana poiché, giustamente, chi lavora sabato e domenica deve poi recuperare.

Tale vuoto d’organico, inoltre, non ha potuto essere colmato in seguito ai recenti concorsi poiché i tre medici neoassunti in Provincia hanno deciso di prendere servizio a Trento. Scelta che risulta essere una costante – spesso infatti il medico specialista è portato a scegliere di operare in una grande struttura, e quindi in una grande città, dove la casistica è certamente maggiore e più varia, oppure in ambienti ritenuti meno stressanti come alcune cliniche private, in grado di garantire orari più comodi o facilmente gestibili – pertanto uno degli scopi di questo ordine del giorno vuole essere quello di sollecitare la Giunta provinciale a studiare e implementare, in confronto e accordo con l’APSS e confrontandosi con chi già opera nelle strutture periferiche, metodi atti ad aumentare l’attrattività degli ospedali ubicati nelle valli al fine di garantire la copertura delle figure necessarie, in questo caso in ortopedia a Cavalese, ma lo stesso discorso potrebbe essere fatto per altre specializzazioni ed in altri luoghi – come Cles – comprendendo non solo il personale medico ma anche quello infermieristico e di sostegno (in recente concorso per infermieri in Provincia, nessuno disponibile ad accettare impiego a Cavalese.)

Il programma di Sviluppo provinciale per la XVI legislatura approvato con la deliberazione della Giunta provinciale n. 1075 del 19 luglio 2019, individua tra gli obiettivi strategici di medio lungo periodo l’equità di accesso, la qualità e la sicurezza dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri e la valorizzazione delle eccellenze (obiettivo 3.1)

Tra le strategie definite per l’attuazione di tale obiettivo sono, fra l’altro, indicate

1) l’unicità della rete ospedaliera con la valorizzazione degli ospedali di valle (facilitare l’accesso ai servizi nell’ottica di un’unica rete secondo il modello hub e spoke che valorizzi gli ospedali di valle attraverso la piena operatività dei mandati elettivi e lo scambio di expertise tra i professionisti della rete);

2) la valorizzazione del personale sanitario ovvero assicurare la continuità dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali alla luce del nuovo modello organizzativo dell’ APSS, mediante lo sviluppo di strumenti di attrattività, mobilità e fidelizzazione dei professionisti.

Accanto alle azioni già poste in essere per favorire il reclutamento e la valorizzazione del personale sanitario presso gli ospedali di valle (es. indizione di bandi per singole sedi, modalità organizzative atte a favorire sul piano delle motivazioni professionali la permanenza presso le sedi periferiche, quali, ad esempio, possibilità di trasferimento, frequenza, affiancamento…), vanno dunque individuati, anche nell’ambito di un confronto con i professionisti sanitari, ulteriori strumenti in grado di contrastare efficacemente a scarsità di figure professionali, rendendo attrattivo lavorare nelle sedi ospedaliere periferiche della provincia.

Per tali ragioni, visto l’articolo 39 del ddl 21 /XVI in materia di tutela della salute e utilizzando gli stanziamenti previsti sulla corrispondente missione

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

impegna la Giunta provinciale a

  1. Intensificare lo sforzo diretto a individuare, anche nell’ambito di un confronto con i professionisti sanitari e accanto alle azioni già poste in essere per favorire il reclutamento e la valorizzazione del personale sanitario presso gli ospedali di valle, ulteriori strumenti in grado di contrastare efficacemente la scarsità di figure professionali, rendendo attrattivo lavorare nelle sedi ospedaliere periferiche della provincia di Trento.

  2. Proseguire, in riferimento all’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Cavalese, nelle azioni volte ad assicurare il ripristino dell’organico previsto in modo da permettere a tale servizio – già riconosciuto come d’eccellenza a livello provinciale e sovraprovinciale – di potersi sviluppare e specializzare ulteriormente

  3. Predisporre, nel contempo, uno studio per la revisione degli orari di accesso alle sale operatorie dell’ospedale di Fiemme al fine di renderle accessibili e operative anche nei giorni di sabato e domenica onde evitare il conseguente intasamento degli ospedali cittadini

  4. Predisporre uno studio per la revisione degli orari di accesso alle sale operatorie di tutti gli ospedali territoriali provinciali al fine di garantire la maggior copertura operativa possibile nell’arco di tutta la settimana.

    – cons. De Godenz Pietro