ASSESTAMENTO 2020 – 2022: INTERVENTO CONS.DE GODENZ IN APERTURA

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Il consigliere Pietro De Godenz ha appena finito la presentazione in Aula del suo intervento di apertura sull’assestamento 2020 – 2022. Di seguito si riporta testo completo dell’intervento.

INTERVENTO IN APERTURA ASSESTAMENTO BILANCIO 2020 – 2022

Lo scorso anno, iniziando il mio intervento in occasione dell’assestamento, avevo sottolineato l’estrema importanza di un passaggio che andava o, meglio, doveva andare, a intervenire in maniera tempestiva su di una situazione di crisi ed emergenza generata dalla tempesta VAIA; 12 mesi dopo il quadro generale è nuovamente mutato e purtroppo, come tutti sappiamo, non in meglio.

Senza ripercorrere i complessi, e per certi aspetti, terribili mesi appena trascorsi, ognuno dei presenti in quest’aula, e ogni trentina e ogni trentino, sanno che la pandemia Covid-19 ha cambiato, probabilmente in maniera definitiva, le nostre esistenze.

Tale fatto, però, non deve cambiare una delle caratteristiche principali di noi trentini: la capacità di reagire, di guardare avanti e lavorare, tutti insieme, per rialzarci e ripartire. Tutto questo, senza scordare sia le vittime, le nostre come quelle di tutta Italia e di tutto il mondo, sia coloro i quali – e qui mi sia consentito un ringraziamento dal profondo deL cuore – si sono spesi incessantemente, lavorando in maniera massacrante per settimane e mesi, senza sosta. Sto parlando di oss, infermieri, medici, volontari e di tutte le cittadine e i cittadini che a vario titolo hanno messo letteralmente a rischio la loro vita per garantire la salute altrui. E a loro devono andare, oltre ai nostri pensieri e ringraziamenti, anche riconoscimenti davvero concreti per quanto fatto.

Venendo al documento di assestamento, impossibile quindi non condividerne gli obietti generali che, come ricordato anche nell’intervento del Presidente, mirano a sostenere la ripresa economica, aumentare il PIL e generare nuova occupazione. Voglio però qui sottolineare anche un grave errore, fatto con l’emendamento che intende andare di fatto ad attivare una sanatoria definitiva sulla legge Gilmozzi.

Procedere in tal senso è, a mio avviso, davvero un grande sbaglio – come confermano anche le dichiarazioni di gran parte del comparto alberghiero trentino, con in testa ASAT e UNAT – sia di metodo, una proposta così importante avrebbe dovuto essere inserita nel testo per essere esaminata e discussa fin dalla commissione, sia di merito: questa scelta andrà infatti ad avvantaggiare pochi lobbisti e speculatori a discapito di molti, a partire dai nostri giovani, soprattutto se residenti nei comuni a forte vocazione turistica. Un vero peccato, considerando che negli anni eravamo riusciti a realizzare, proprio grazie alla legge Gilmozzi, una limitazione delle seconde case a vantaggio delle abitazioni per residenti. Vi erano di fatto due mercati e si era trovato un equilibrio, ora rischia di non essere più così e a lungo andare non sarà un bene per nessuno. Auspico che l’emendamento possa essere ritirato dalla Giunta perché esso andrà a penalizzare ulteriormente, in un periodo già estremamente difficile, il nostro turismo e la nostra ripresa, aumentando nel contempo il divario con la vicina Provincia di Bolzano che da sempre ha invece prestato attenzione particolare nella gestione del settore alberghiero, eliminando di fatto le seconde case e le speculazioni collegate.

Ad una attenta analisi, poi, appare evidente come una sospensione della legge non porterebbe vantaggi al settore artigianato perché la maggior parte degli appartamenti che verrebbero sbloccati e sui quali si potrebbe andare ad intervenire o sono stati fatti dopo l’entrata in vigore della Gilmozzi o nel periodo di transizione della sua applicazione e quindi sono già realizzati con criteri di risparmio energetico e qualità costruttive moderne; di conseguenza non sarebbero richiesti gli interventi e la professionalità dei nostri artigiani i quali, tra l’altro, con l’entrata in vigore del Decreto nazionale che ha messo in campo  il superbonus al 110% per lavori di sistemazione e recupero delle abitazioni si trovano già, in molti casi, sufficientemente occupati. Insomma, a conti fatti, davvero pochi grandi lobbisti trarrebbero vantaggio se l’emendamento venisse approvato e non si farebbe certo il bene del Trentino.Voglio davvero sperare che la Giunta se ne renda conto e decida, come richiesto anche dai miei colleghi e dai rappresentanti del turismo, giustamente preoccupati per il loro avvenire, di fermarsi in tempo prima che sia troppo tardi. Cambiando tema, trovo estremamente negativo l’emendamento, in pratica l’ennesima deroga, riferito alla possibilità di mantenimento delle slot machine situate nelle zone sensibili. La ludopatia e il gioco d’azzardo sono piaghe sociali che vanno, come ho sottolineato anche negli scorsi mesi in una apposita mozione, debellate e non favorite.

Tornando al lavoro d’aula – il quale mi auguro possa essere sviluppato nei prossimi giorni in maniera collaborativa e con responsabilità indirizzando il lavoro di tutti verso l’attuazione di soluzioni e non perdendoci in sterili muro contro muro – dovrà essere nostra priorità ricordare costantemente che il benessere della nostra terra sarà confermato e, per coloro – e non sono pochi – si trovano in difficoltà, potrà tornare stabilmente, se e solo se, saremo in grado di aggiungere alle prime misure di contenimento e rilancio impostate nelle scorse settimane (e che andranno a movimentare ben 150 milioni di euro)ulteriori risorse e una rinnovata fiducia nel futuro.

Sappiamo, secondo le ultime stime sulla crescita della Commissione Ue che il Pil in Italia potrà scendere dell’11,2% per risalire del 6,1% al prossimo anno e le stime avanzate per il Trentino non si discostano, ovviamente, da questo andamento, con una variazione prevista in un -10,5% sul 2020 e una ripresa del +5% nel 2021.

Il Covid-19 ha inevitabilmente generato una contrazione dell’economia italiana e trentina e nei prossimi mesi – che saranno ancora difficili – le attività, le imprese e l’occupazione potranno crescere solo se continuamente supportate da politiche di governo (nazionale e provinciale)oculate e pensate per essere davvero efficaci.

Per tutti questi motivi è necessario fare di più: ben vengano, quindi, le intenzioni, anch’esse manifestate dal Governo provinciale e dal Presidente, di porre sul piatto attraverso l’equilibratura del bilancio 440 milioni circa dei quali 165 di investimenti a debito e di fare in aggiunta tutto il necessario per ampliare ulteriormente l’accesso a nuove risorse, affrontando, oltre alle ordinarie, le necessità più urgenti quali, per fare un esempio, l’emergenza lavorativa, in particolare quella legata al turismo e alle stagionalità, ma non solo, e il relativo potere d’acquisto e sussistenza dei nostri concittadini, la riapertura in sicurezza delle scuole, la garanzia di servizi (sia ordinari che connessi al Covid e a presenti e future emergenze, pur sperando che non si riverifichino a breve nuovi lockdown) a partire da quelli sanitari anche, e mi sia concesso -soprattutto- localizzati nelle nostre valli; se, infatti, esiste un elemento messo in assoluta evidenza dalla terribile pandemia di questo 2020 è sicuramente come i cosiddetti ospedali periferici e tutti, nessuno escluso, i professionisti e volontari che vi operano, siano stati, siano e saranno sempre più necessari e strategici in chiave sociale, turistica e di tenuta generale del sistema Trentino.

Allo stesso modo meritano una particolare attenzione le APSP – i cui vertici e componenti vanno maggiormente coinvolti nelle scelte, approntando, ad esempio tavoli permanenti tra Provincia, APSS, APSP, Upipa e rappresentanti sindacali, che devono vedere garantita – elemento che tra l’altro io e il mio gruppo sosteniamo da anni – un’ampia autonomia gestionale e decisionale pur essendo inseriti in un quadro di riferimento sanitario di livello provinciale.

Istruzione, sanità ed economia, quindi: tre contesti fondamentali, bisognosi di particolare attenzione.

La scuola, lo confermano le domande fatte a gran voce da docenti, dirigenti e genitori, richiede attenzione immediata: sappiamo sarà, per esempio, necessario intervenire sulla gestione delle classi onde garantire la sicurezza sanitaria, e quindi andranno trovati i fondi a copertura di costi, a partire dal personale; So che l’assessorato competente e la Giunta sono al lavoro ma voglio sottolineare come anche qui dovremo, la stessa Giunta e noi consiglieri di maggioranza e opposizione, ricordarci di operare un fattivo e utile confronto con tutti gli attori in gioco, pianificando assieme e non imponendo dall’alto politiche e scelte, sempre più funzionali e strategiche per il futuro.

Sanità ed economia risultano oggi più che mai legate a filo doppio anche, mi sia consentito sottolinearlo ancora una volta, in funzione della ripresa e turistica, considerato come il turismo è, e sempre sarà, il volano principale della nostra economia, ancor di più essendo ben consci dell’approssimarsi del fondamentale appuntamento delle Olimpiadi del 2026;

Si tratta, lo sappiamo, di una scommessa che dovrà vederci pronti e immediatamente operativi facendo in modo che, per l’ennesima volta, come successo in passato con Mondiali, Gare di Coppa del Mondo e Universiadi, l’eccellenza del Trentino e dei trentini possa essere confermata a livello nazionale e internazionale, favorendo crescita, occupazione, visibilità e prestigio. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi saranno e dovranno essere simbolo, tutto insieme, di ripresa, economia e futuro.

Perciò, voglio dirlo anche qui in modo chiaro, è positivo lo stanziamento di 62 milioni che andiamo a discutere e approvare ma non sarà, ovviamente, sufficiente: vanno reperiti altri fondi, guardando anche verso i finanziamenti ottenibili da parte dell’Unione Europea e accelerando i processi necessari per ottenerli!

Anche sul versante sanitario, andrà sostenuto ogni sforzo possibile (l’ho sempre sostenuto e ho presentato a tale scopo negli anni numerosi atti politici) e appaiono altrettanto necessarie e urgenti alcune azioni riferite al sistema provinciale che portino a una rimodulazione dei servizi negli ospedali.

In tal senso dovranno, lo ribadisco, essere urgentemente rafforzati nelle loro specificità i nosocomi di valle, prevedendo oltre alla piena ripresa dell’attività chirurgica stabilita in fase pre-covid anche la valorizzazione e il consolidamento di servizi e specializzazioni, prime su tutte le mammografie,in maniera da limitare la mobilità interna e i Pronto Soccorso, prevedendo per ogni ospedale 3 o 4 camere per la terapia semi-intensiva e intensiva.

Potremo stare ore a parlare dell’importanza di una sanità provinciale capillarmente diffusa e accessibile a chiunque, residente e ospite, ne abbia bisogno, e mai come in questa fase è emerso come la medicina territoriale – medici di medicina generale e APSP in particolare – sia lontana dall’ottimale organizzazione che deve essere integrata in modo altrettanto importante. Molto, grazie anche al lavoro delle opposizioni, si è fatto e si sta cercando di fare, giusto riconoscerlo, ma molto deve essere ancora attuato, presto e bene.

Passando poi a un ragionamento sulla copertura delle posizioni sanitarie necessarie su tutto il territorio (oss, medici di base e specialisti, infermieri) è doveroso ribadire la necessità di una revisione dell’organizzazione sanitaria che dovrà essere portata a compimento rafforzando i vari dipartimenti e la messa in rete di esperienze e professionalità, favorendo anche i possibili interscambi di personale avente specializzazioni e ruoli similari tra varie strutture, ad esempio tra ospedali e APSP, senza mai fare venir meno il confronto e la collaborazione che se perseguiti costantemente portano, sempre, a risultati positivi (è il caso dell’emendamento rivisto nelle scorse settimane con UPIPA riferito alla scelta dei medici da parte delle APSP senza intaccarne l’autonomia, tanto per fare l’ennesimo esempio).

Proprio sulle APSP, le più colpite e scoperte durante la pandemia, è altrettanto urgente avviare un metodo di rielaborazione importante che, forte dell’esperienza vissuta negli ultimi anni e mesi, vada a ridefinire alcuni parametri quali il numero di operatori in relazione agli ospiti, l’azione formativa e di aggiornamento – considerata la varietà e sempre maggiore complessità delle patologie che gli operatori e infermieri delle APSP sono sempre più chiamati ad affrontare e, anch’essa fondamentale, la revisione della retribuzione che va parificata a quella dei colleghi dell’APSS, così come la tipologia contrattuale, al fine di colmare le attuali disparità di trattamento e poter intavolare una riflessione atta a generare, nei tempi più rapidi possibili, la pianificazione e l’attuazione di interscambi, qualora se ne ravvisasse ancora la necessità (e come sarebbe stato utile durante il picco della pandemia covid-19) di personale e professionisti tra strutture sanitarie differenti, sia del pubblico che del settore privato.

Sull’Economia, soltanto un passaggio, ma avrò certamente modo di ritornarvi durante il dibattimento in aula, impossibile non dare semaforo verde a quanto presente in assestamento: bene – sospensione della Legge Gilmozzi a parte – gli altri interventi per la casa, il recupero edilizio, il sostegno agli investimenti delle imprese e l’integrazione del fondo Promocoop, la riduzione del 50% dell’IMIS per alberghi e fabbricati a destinazione turistica, così come il sostegno alle assunzioni e i rispettivi contributi per chi assume (in particolar modo nel turismo) e l’incentivazione alle assunzioni a tempo indeterminato con specifici requisiti. Ok anche la previsione del Bonus vacanze e della Card spesa, in modo da far ripartire i consumi diretti dei cittadini, e i fondi per la riqualificazione paesaggistica, e ancora, gli stanziamenti per i lavori pubblici e gli enti locali, a partire dai comuni che li stanno aspettando per spingere anch’essi la ripresa. Sulla spesa e sugli esercizi aperti nei luoghi turistici alla domenica un appunto specifico; Confcommercio e gli attori del settore hanno chiesto estrema attenzione nella valutazione, nella scelta dei paesi turistici e modalità flessibili di applicazione della norma nell’immediato e per i mesi e gli anni a venire: ascoltiamoli e coprogettiamo con loro le azioni future per non correre il rischio di tarpare le ali alla possibile e auspicabile ripresa e non causare nuova disoccupazione. Il diritto al riposo domenicale è sacrosanto ma anche la dignità e il poter lavorare per sostenere se stessi e la propria famiglia lo è.

Velocemente, intendo spendere due parole sugli atti legislativi che ho depositato e intendo presentare. Oltre all’odg sopra menzionato sulle APSP ho deciso di presentarne un altro per giungere al rifinanziamento del bando attuato negli scorsi mesi per favorire l’acquisto di E-bike e bici muscolari: una iniziativa che ha avuto grande successo ma a mio avviso estensibile a tutto il territorio provinciale e non solo per il tragitto scuola lavoro ma anche per il tempo libero con i dovuti aggiustamenti contributivi. Il Terzo odg è invece dedicato ai piccoli produttori cinematografici operanti in Trentino anch’essi fortemente colpito dalla crisi Covid-19 e, a mio avviso, da sostenere e tutelare con maggiore convinzione.

Venendo agli emendamenti, ho confermato quanto fatto negli scorsi mesi proponendone esclusivamente alcuni di buonsenso e sostanza; ripeto, non è questo il tempo dell’ostruzionismo ma della responsabilità: usiamo le nostre forze per aiutare le trentine e i trentini ad alzarsi e ricominciare a stare bene, questo si aspettano e questo dobbiamo fare, immediatamente e al meglio delle nostre possibilità.

Avviandomi alla conclusione, mi sia permesso dire come vadano portate avanti con convinzione le trattative con lo Stato al fine di incrementare le risorse in seguito alle minori entrate dovute alla pandemia – un primo successo e già stato raggiunto in questi ultimi giorni e bisogna continuare così – e di come sia giusto ricorrere anche nel prossimo futuro a un indebitamento, seppur controllato e oculatamente gestito, al fine di dare vero impulso alla rimessa in moto della nostra Provincia.

Inoltre è fondamentale che il Trentino utilizzi al meglio la sua speciale autonomia, migliorando e rafforzando il rapporto con Bolzano – partite come la concessione A22 e la gestione dei passi dolomitici sono solo due esempi, ma chiari – e rivendicando e ottenendo un ruolo sempre più attivo nelle azioni atte a ottenere e utilizzare risorse che verranno destinate all’Italia (e quindi in parte potranno giungere anche a noi se sapremo lavorare correttamente) attraverso il MES e il Recovery Fund – stiamo parlando di 209 miliardi destinati al nostro Paese, un’occasione anche per il Trentino.

Finisco questo mio primo intervento, ricordando che le Trentine e i Trentini si aspettano molto da noi e da questa manovra: non deludiamoli e facciamo in modo che possano, dal giorno in cui approveremo il documento di assestamento, guardare con maggiore fiducia al futuro. Grazie.

Cons. Pietro De Godenz