ASSESTAMENTO 2020 – 2022: NO A ODG DE GODENZ PER RICONOSCERE PREMIO COVID E PARI DIGNITA’ LAVORATORI APSP TRENTINE

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Riconoscere non solo il giusto Premio Covid, per quanto fatto durante l’emergenza pandemica ma anche la pari dignità professionale per le donne e gli uomini che lavorano nel settore socio assistenziale e presso le Aziende provinciali per i servizi alla persona in Provincia di Trento. Questo il fulcro dell’ordine del giorno a firma De Godenz (UpT) che è appena stato bocciato dall’Aula consiliare. (19 no – 12 sì) “Sono deluso da questo voto” ha detto il consigliere Pietro De Godenz “poiché si trattava di dire Sì ad azioni concrete che vanno a dare pieno significato all’enorme GRAZIE che tutti dovremmo sentire di dedicare a persone che hanno letteralmente rischiato la loro vita negli scorsi mesi per salvare l’esistenza altrui e riconoscere velocemente il premio Covid sarebbe stato un gesto concreto.L’assessora ha comunque risposto che vi è una delibera del 3 luglio per procedere con il versamento dei bonus anche per chi lavora nelle APSP e questo è già positivo, ma possiamo fare di più ”

“Inoltre” ha continuato “avevo richiesto che venisse attuato un tavolo di confronto con le parti sociali, i rappresentanti dei lavoratori occupati nelle RSA e tutti gli attori interessati al fine di studiare le possibilità di attivazione di un unico contratto provinciale – a tale scopo avevo presentato in precedenza una apposita interrogazione-che permetta oltre alla parificazione del trattamento anche la possibilità per un dipendente di una APSP di trasferirsi all’APSS in mobilità senza dover sostenere ulteriori concorsi. E’ da tempo che gli occupati del settore chiedono a gran voce che si vada in questa direzione e ritengo sia davvero necessario farlo per garantire e alzare ulteriormente la qualità dei nostri servizi assistenziali. Avrò certamente occasione di ritornare su questi temi in seguito” ha concluso il consigliere. Sotto si riporta copia dell’odg respinto dalla Giunta. 

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO N.7

ddl n. 60/XVI ” Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2020 – 2022”

Continua, per i dipendenti delle APSP trentine, l’attesa per vedersi riconosciuto il cosiddetto “premio Covid”, ovvero il bonus che deve, come confermato anche dalla Giunta all’atto della delibera attuativa, essere attribuito a tutti gli operatori del settore socio-sanitario-assistenziale impegnati a lavorare durante l’emergenza pandemica degli scorsi mesi e a fornire assistenza ai contagiati dal virus.

Le parti sociali – sindacati e rappresentanti dei lavoratori interessati – hanno nelle scorse settimane, attraverso dichiarazioni ai media riportate anche sui quotidiani locali evidenziato come le modalità di attribuzione del riconoscimento economico siano per l’appunto passate attraverso una decisione della giunta provinciale senza un coinvolgimento dei sindacati e come ad oggi risultino anocora non distribuiti i compensi. Inoltre gli stessi rappresentanti dei lavoratori presso le APSP hanno sottolineato come le risorse destinate al personale delle stesse corrispondano a 1,6 milioni di euro, praticamente un terzo rispetto a quelle previste – e nella stragrande maggioranza dei casi già erogate – ai dipendenti con le medesime funzioni attivi in seno all’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Rimane ancora sul tavolo – come già fatto presente dallo scrivente con apposita interrogazione negli scorsi mesi – l’impossibilità degli operatori delle APSP pubbliche a transitare in mobilità verso l’APSS, a differenza di quanto avviene per altri infermieri od operatori socio sanitari operante in alcune regioni del resto d’Italia. Una lacuna grave che, tra l’altro, sarebbe evidentemente tornata utile durante la pandemia Covid-19 e che potrebbe essere funzionale pro futuro.

Parimenti, è bene sottolineare come oltre a non essere considerati “degni” di lavorare negli ospedali trentini se non dopo aver partecipato all’ennesimo concorso pubblico poiché non è sufficiente in Trentino aver già vinto, un concorso presso un ente pubblico che opera nel settore sanitario, ma è necessario farne e vincerne un altro per transitare a lavorare in ospedale, resta da colmare la disparità di trattamento: i dipendenti delle APSP, a parità di qualifica e inquadramento guadagnano meno dei colleghi attivi nei nosocomi, a causa di forme contrattualistiche differenti; un ingiusto gap che potrebbe facilmente venire colmato, qualora si uniformassero i contratti coinvolgendo nelle contrattazione tutti gli attori interessati al fine di evitare il rischio di reiterare tali discrepanze a oggi causa di evidenti discriminazioni che auspicabilmente devono essere superate il prima possibile in modo da riconoscere la piena dignità di tutti gli occupati nel sistema sanitario della nostra Provincia.

Per tali ragioni, visti gli stanziamenti previsti in assestamento di bilancio

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

impegna la Giunta provinciale a

  1. accelerare il processo di riconoscimento del “premio covid” a tutti gli operatori del settore socio-sanitario-assistenziale della Provincia Autonoma di Trento compreso il personale impiegato nelle APSP

  2. attivare in tempi rapidi un tavolo di confronto con le parti sociali, i rappresentanti dei lavoratori occupati nelle RSA e tutti gli attori interessati al fine di studiare le possibilità di attivazione di un unico contratto provinciale che permetta oltre alla parificazione del trattamento anche la possibilità per un dipendente di una APSP di trasferirsi all’APSS in mobilità senza dover sostenere ulteriori concorsi

– cons. De Godenz Pietro

Dott. Fabio Pizzi