cons. De Godenz: aiutare i professionisti dello spettacolo

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Lavoratori di spettacolo, cultura e precari meritano più attenzione 

In queste ore stanno rimbalzando sui giornali polemiche e punti di vista riferiti alla situazione dei lavoratori della cultura e dello spettacolo.

Personalmente sono rimasto molto toccato dalla lettera/appello indirizzata al Presidente della Provincia Autonoma di Trento e promossa da un gruppo di diretti interessati che in poche ore ha raccolto oltre 238 firme.

Poche, diranno alcuni. Ma c’è un ma: innanzitutto 238 persone e le rispettive famiglie collegate non sono assolutamente da considerarsi poche e anche qualora in termini assoluti lo fossero meritano comunque attenzione e considerazione; in secondo luogo, esse rappresentano solo una parte delle migliaia di precari e stagionali che in questi due ambiti, ma non solo – pensiamo anche a chi lavora nella pesca, nell’ agricoltura o nel Terzo Settore tanto per fare alcuni esempi – scontano una frammentarietà contrattuale e spesso un conseguente sfruttamento strisciante al quale, giustamente, chiedono venga posto un freno, rivedendo in toto il sistema.

Contattato di persona nelle scorse settimane da alcuni professionisti e tecnici del settore spettacolo che, è bene ricordare, assieme ai colleghi che lavorano nei musei rappresentano la spina dorsale delle attività culturali e ricreative sia del capoluogo che di gran parte del Trentino, ho deciso di portare l’argomento in Consiglio proponendo nella discussione della legge approvata con lo scopo di far ripartire la nostra Provincia in seguito alla terribile pandemia che ancora stiamo affrontando un apposito ordine del giorno – che la Giunta ha bocciato ma che ho deciso di riproporre sotto forma di interrogazione perché non intendo mollare sul punto – che impegnava la Giunta a prevedere che potessero beneficiare di contributi i soci di cooperative del settore privato, ivi inclusi quelli dello spettacolo, agricoli, della pesca e del Terzo Settore, e in generale tutti coloro i quali non vi trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro.

Inoltre avevo richiesto che venisse previsto l’accesso agli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori intermittenti e che lo stesso fosse commisurato alle giornate di lavoro svolte durante tutto l’anno e non solo al lavoro cancellato nel periodo di crisi.

Questo perché ritengo sia nostro compito, come cittadini e politici far seguire alle parole i fatti. Non dobbiamo abbandonare nessuno. Sono davvero rammaricato della mancata approvazione perché, se il mio Odg avesse ottenuto via libera, si sarebbero potute allargare le garanzie a lavoratori importanti, ma spesso dimenticati, nel campo dello spettacolo ma anche del Terzo Settore, dell’agricoltura, della caccia e della pesca. Mi è stato risposto dall’ assessore competente che quanto richiesto non è necessario perché si tratta di casistiche già previste nell’ attribuzione dell’assegno unico. Non è così per tutti e continuerò pertanto a seguire la vicenda e vedremo quanto dovremo insistere affinché la Provincia affronti questi e gli altri problemi similari che certamente si presenteranno – vivono condizioni simili, ad esempio anche alcuni professionisti delle scuole dell’infanzia e del comparto insegnamento – e lo faccia fornendo non slogan, che non aiutano la gente a vivere e guadagnare, ma risposte vere e capaci di dare a ogni lavoratrice e lavoratore, a ogni persona, la possibilità di un lavoro stabile e riconosciuto. Non dobbiamo, in casi come questo, aspettare solo lo Stato ma dobbiamo usare, ancora una volta, la nostra speciale Autonomia con responsabilità e rapidità per aiutare chi chiede di continuare a fare ciò che ha sempre fatto con grande competenza e professionalità, domandando in cambio vera considerazione e sacrosante garanzie per il futuro. Il lavoro giustamente retribuito è un diritto, così come vedersi riconosciuta la pari dignità professionale. Non scordiamolo e continuiamo a lavorare per questo, lontano da proclami e promesse disattese.

Cons. Pietro De Godenz


FONTE: Quotidiano L’ADIGE del 24 maggio 2020