CONS. DE GODENZ: CHIUSURA DEI PASSI, RETROMARCIA SBAGLIATA

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Tanti sono stati negli ultimi giorni gli interventi in riferimento alla possibilità di cancellare il progetto di chiusura dei passi dolomitici che era stato attivato dopo anni di lavoro e concertazione tra Trento, Bolzano e Veneto nel 2018. Intendiamoci, tutto è migliorabile, ma il progetto di chiusura programmata messo in campo lo scorso anno a mio avviso ha avuto riscontri assolutamente positivi.
 
Due i vantaggi principali: innanzitutto, come ricordato ieri da Messner in un’intervista che condivido totalmente, quello di fare in modo che la montagna venga rispettata e possa essere preservata e proposta in modo meno consumistico e più green – e, in secondo luogo ma non per importanza, la possibilità di attirare un nuovo tipo di ospiti, quelli particolarmente attenti alla possibilità di muoversi, ad esempio in bicicletta ma non solo, con più serenità in un contesto montano libero da migliaia di veicoli a motore che oltre ad inquinare rendono i passi e gli ambienti in quota troppo simili ai centri cittadini durante l’ora di punta.
 
Credo sia necessario non buttare tutto quanto fatto fino ad ora e invito la nuova Giunta e il nuovo assessore provinciale al turismo del Trentino a riflettere con vera attenzione su quanto possa valere davvero la pena di insistere e anzi, rilancio, come già fatto in passato: perché non andare oltre i passi dolomitici e prevedere un sistema di rotazione che, coinvolgendo tutti i passi trentini ( e magari altoatesini) in determinate fasce orarie, ad esempio dalle nove alle dodici, metta in condizione i turisti e i cicloturisti di godere appieno di una montagna differente? Facendo scelte del genere potremo essere, come spesso siamo stati in passato, pionieri di un modo di vivere e gestire la montagna che, sul modello svizzero, mette al centro di tutto il rispetto dell’uomo nell’ambiente senza scordare l’indotto turistico e fa di quello che potrebbe apparire come una limitazione o un divieto – in questo caso la chiusura a tempo parziale di un passo – un’opportunità innovativa.
 
In questo modo vedremmo aumentare il valore del nostro prodotto turistico, de-stagionalizzando l’offerta; tali chiusure potrebbero essere programmate anche a maggio e a settembre, periodi nei quali moltissimi turisti stranieri sarebbero certamente disposti a venire nelle nostre valli e sui nostri passi per poter godere di percorsi in montagna a loro riservati, aumentando così in modo sostenibile la lunghezza della stagione di fruibilità dei contesti dolomitici; come conferma anche un recente studio dell’EURAC, infatti, il 50% dei turisti che salgono in macchina su un passo scendono al punto di partenza, compiendo quindi un percorso di andata e ritorno – che potrebbe benissimo essere sostituito con una navetta o un altro tipo di mobilità – e solo un 8% degli automobilisti compie il giro dei passi dolomitici in auto, tanto che ben l’80% dei turisti stranieri interessati dall’ indagine si è detta contraria ad una apertura dei suddetti senza controlli. Insomma, dire che tutti vogliono recarsi in auto liberamente sui passi è una semplificazione che non pare corrispondere alla realtà. Anzi la tendenza delle richieste, soprattutto per chi ama un turismo più attento all’ambiente, è esattamente opposta.
 
Certamente mettere in campo questo tipo di approccio significherebbe investire ulteriormente sulla mobilità integrata, favorendo un trasporto pubblico cadenzato ottimamente, non soltanto basato sull’ utilizzo di navette, ma anche su metodi di muoversi innovativi e, soprattutto su un coinvolgimento nell’organizzazione e nella gestione di tutti gli operatori, i lavoratori del comparto e e tutte le parti istituzionali, partendo dai comuni, passando per province e regioni fino ad arrivare a livello Europeo.
 
Già, l’Europa che per noi significa Dolomiti Unesco e, nell’ attuazione pratica, riaffermazione di un’autonomia utile, capace se ben gestita – e la norma di attuazione ottenuta proprio sulla gestione del traffico gravante sui passi da Trento e Bolzano è lì a ricordarcelo -ancora una volta di essere originale, coraggiosa e vincente.
 
Riaprire i passi senza regolamentazione del transito potrebbe sembrare, in conclusione, la scelta più semplice per dare soddisfazione immediata ad una parte del comparto turistico operante sugli stessi ma potrebbe rischiare invece, nel medio e lungo periodo, di tramutarsi in una grande occasione persa. Credo che il Trentino, l’Alto Adige, le nostre montagne e il nostro comparto turistico che, dobbiamo sempre ricordarlo, è fatto di persone che quotidianamente si spendono con dedizione e rappresenta uno dei principali volani della nostra economia, meriti più rispetto e l’ideazione di nuove soluzioni condivise ed innovative.
cons.Pietro De Godenz – Unione per il Trentino