cons.De Godenz: DDL Covid – NO a odg in favore lavoratori intermittenti dello spettacolo e del Terzo Settore

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Il Consiglio provinciale ha respinto un ordine del giorno del Consiglier Pietro De Godenz che – come riportato nel dispositivo – impegnava la Giunta a prevedere che potessero beneficiare di contributi i soci di cooperative del settore privato, ivi inclusi quelli dello spettacolo, agricoli, della pesca e del terzo settore, e in generale tutti coloro i quali non vi trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro; inoltre De Godenz  aveva richiesto che venisse previsto l’accesso agli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori intermittenti e che lo stesso fosse commisurato alle giornate di lavoro svolte durante tutto l’anno e non solo al lavoro cancellato nel periodo di crisi.

“Si trattava di includere all’accesso a contributi e ammortizzatori alcune categorie che fino ad oggi ne erano escluse” ha spiegato De Godenz a margine “e ho ritenuto quindi corretto proporre un odg perchè, come spesso ripeto, è compito nostro come politici garantire più cittadini e lavoratori possibili senza abbandonare nessuno. La crisi che stiamo affrontando a causa della pandemia è senza precedenti, e pertanto sono davvero rammaricato della mancata approvazione perchè, se il mio odg avesse ottenuto via libera, si sarebbero potute allargare le garanzie a lavoratori importanti, ma spesso dimenticati, nel campo dello spettacolo ma anche del Terzo Settore, dell’agricoltura, della caccia e della pesca. Mi è stato risposto dall’assessore competente che quanto richiesto non è necessario perchè si tratta di casistiche già previste nell’attribuzione dell’assegno unico. Continuerò a seguire la vicenda e vedremo se ciò corrisponde alla realtà per tutti i lavoratori interessati che si erano rivolti a noi per un supporto. Intanto assieme al collega Olivi abbiamo presentato, unitamente ad altri consiglieri di minoranza, un articolato ordine del giorno – votato all’unanimità – per aiutare chi ha perso il lavoro o si è visto ridurre l’orario di lavoro a causa del COVID facendo in modo che a questi soggetti venga riconosciuto un incremento proprio sull’assegno unico innalzando la soglia icef. Inoltre abbiamo richiesto di incrementare le deduzioni per i redditi da lavoro femminlle ai fini della situazione reddituale, con particolare riferimento al COVID, di verificare l’eventuale esclusione dalla valutazione della situazione economico-patrimoniale dei soggetti di cui al punto precedente del valore del patrimonio immobiliare che non produce reddito diretto e liquidità anche in relazione alle tempistiche di adeguamento del sistema informativo a supporto della predetta valutazione; e, ancora, di procedere entro maggio all’erogazione dell’assegno unico provinciale, ad oggi non ancora in erogazione a causa della mancanza dei dati relativi ai beneificiari del redditto cittadinanza e ai relativi importi. Infine, di proporre un norma di attuazione che preveda un intervento unitario della Provincia in tema di soddisfacimento dei bisogni primari della vita del nucleo familiare per contrastare le situazioni di povertà, fermo restando il trasferimento dello Stato delle risorse destinate dallo stesso alle medesime finalità sul territorio provinciale” ha concluso De Godenz


Di seguito copia dell’ordine del giorno respinto dalla Giunta

Tra le categorie rimaste escluse dal decreto “Cura Italia” troviamo quelle Partite Iva che lavorano con contratto di tipo intermittente “a chiamata”. Rientrano in questa fattispecie, tra gli altri, i lavoratori intermittenti del Terzo settore (educatori e operatori sociali impiegati nei servizi pubblici) e quelli dello spettacolo.

Quest’ultimi comunemente sono dipendenti o soci di cooperative dello spettacolo, con contratto di tipo intermittente, a chiamata, a tempo determinato o indeterminato con una tipologia contrattuale “A.05.02 – LAVORO INTERMITTENTE” (Socio Lavoratore, Lavoro Stagionale) rientrante nel CCNL per artisti, tecnici, amministrativi e ausiliari dipendenti di società cooperative e imprese sociali operanti nel settore della produzione culturale e dello spettacolo AGCI Culturalia, Federcultura, Confcooperative, Legacoop settore cultura.

Il settore dello spettacolo obbliga il singolo lavoratore ad avere aperte più posizioni per poter lavorare con realtà diverse, quindi lo stesso è obbligato contemporaneamente a essere assunto come socio/dipendente a chiamata presso una cooperativa dello spettacolo, collaborare con le aziende che forniscono materiali e attrezzature per l’allestimento tecnico degli eventi, essere scritturato da una compagnia per le tournée e infine assunto a chiamata dall’ente che gestisce i teatri per sopperire alle temporanee mancanze di personale.

Il professionista si trova quindi nella condizione di non poter rinunciare ad alcuna delle richieste poiché prese singolarmente non garantiscono, se non in rari casi, un reddito sufficiente.

Sebbene alcuni di questi contratti offrano tutele ai lavoratori, il fatto che essi siano, per caratteristica, limitati nel tempo e frammentati nell’arco dell’anno, rendono davvero precaria la situazione e la compresenza delle diverse posizioni lavorative aperte impedisce l’accesso a contributi, sussidi e ammortizzatori sociali delle stesse.

Un’altra importante criticità che caratterizza il settore è l’incertezza del rapporto lavorativo in quanto la maggioranza dei contratti in essere è di tipo “a chiamata” o “a tempo determinato” e non vi è alcuna garanzia che vi possano essere ulteriori collaborazioni, terminate quelle in essere, o alla ripresa delle attività del settore spettacolo.

Tali operatori non hanno diritto al congedo retribuito o alle ferie, in quanto sono previsti solo in caso di attivazione dell’agibilità su richiesta dei clienti. Ciò comporta che in assenza di eventi, non vi siano richieste e, quindi, nemmeno giornate a cui applicare ammortizzatori sociali e welfare, inoltre la maggior parte di loro non hanno potuto nemmeno accedere al bonus di 600€ decretati dal governo in caso di contratti multipli, in quanto l’INPS non ha riconosciuto loro tale incentivo.

La realtà di questa categoria in provincia di Trento è la seguente:

  • Quasi il 30% dei tecnici ha in essere, nel corso dell’anno, più di una forma contrattuale;

  • Per il 98% dei tecnici intervistati lo spettacolo è l’unica o la principale fonte di reddito;

  • Il 25% è titolare di una Partita IVA aperta;

  • Il 33% è socio dipendente di una cooperativa;

  • Il 76% degli intervistati (60) ha un contratto a tempo determinato o è titolare di P. IVA;

  • Solo il 24% degli intervistati ha un contratto a tempo indeterminato, ma non tutti possono richiedere la CIG o la CIGD o bonus (tipo 600€ del DPCM) in quanto trattasi di contratto intermittente a chiamata per una cooperativa e quindi sostanzialmente molto diverso dal tipico contratto a tempo indeterminato (nessun compenso nei periodi di assenza di lavoro);

  • Fra i soli tecnici l’84,4% ha dichiarato avere meno di 45 anni – il 60% è compreso fra i 18 e i 35 anni;

  • Solo il 3% dei tecnici ha più di 56 anni;

  • Il 71% dei tecnici lavora con ditte private operanti nel settore.

Considerato che, a seguito di quanto decretato dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 23 febbraio scorso, il settore degli eventi e dello spettacolo sarà quello che riprenderà per ultimo con conseguenti difficoltà di pianificazione organizzativa e finanziaria, si ritiene necessario porre delle garanzie di tutela della professionalità per questi lavoratori per i mesi a venire.

Infatti se non si garantirà un sostegno congruo e continuo ai lavoratori dello spettacolo, oltre a rischiare a un ritorno al sommerso si avrà una drammatica dispersione professionale, con l’abbandono dell’attività da parte di numerosi professionisti del settore.

Anche a livello nazionale gli artisti e i tecnici si stanno muovendo attraverso un video “denuncia” con l’hashtag #nessunoescluso che invita a firmare una petizione lanciata dalla Fondazione Centro Studi DOC, la quale, sin dall’inizio della pandemia, si batte a tutela dei lavoratori intermittenti dello spettacolo.

Per tali ragioni, visti gli articoli 8 e 10 del ddl 55/XVI e utilizzando gli stanziamenti previsti sulla corrispondente missione

Il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta Provinciale:

  • A prevedere che possano beneficiare di contributi i soci di cooperative del settore privato, ivi inclusi quelli dello spettacolo, agricoli, della pesca e del terzo settore, e in generale tutti coloro i quali non vi trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro.

  • A prevedere che l’accesso agli ammortizzatori sociali sia garantito anche ai lavoratori intermittenti e che sia commisurato alle giornate di lavoro svolte durante tutto l’anno e non solo al lavoro cancellato nel periodo di crisi.

cons. Pietro De Godenz