Cons.De Godenz : emergenza Covid-19, ospedali di Valle e dichiarazioni Cavada

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Leggendo stamane il comunicato del collega della Lega Cavada non posso che procedere con alcune considerazioni. Innanzitutto è bene ricordare come il Presidente Fugatti-che sta facendo tra l’altro un buon lavoro assieme all’assessore Segnana e a tutta la Giunta in questa emergenza – abbia effettivamente riaperto il punto nascite ma anche grazie al lavoro di chi lo ha preceduto nel governo del Trentino,e soprattutto, grazie alla magnifica mobilitazione – mamme e associazioni in testa – degli abitanti di Fiemme, Fassa, Cembra e Primiero e delle istituzioni locali che mai hanno smesso di lottare per il loro ospedale. Chiarito questo, riterrei primario continuare a impegnarci tutti nella stessa direzione per dare alla nostra terra ciò di cui ha realmente bisogno in questo momento. Ritengo perciò fondamentale ringraziare tutti coloro i quali, dagli amministratori locali,agli infermieri,agli oss, al preparatissimo personale medico, senza scordare i volontari e le Protezione civile, si stanno impegnando per uscire da questa emergenza e invito fin d’ora la Giunta a pensare a una modalità futura per far sì che sempre agli ospedali di Valle – che come abbiamo visto sono assolutamente necessari e strategici sia nella vita di tutti i giorni in un territorio montano sia in casi di emergenza come questi- vengano garantiti opportuni finanziamenti e la giusta dotazione di macchinari e personale. Il Trentino e le nostre valli vinceranno la loro battaglia contro il Coronavirus anche grazie alla presenza dei nostri ospedali territoriali e dei fantastici professionisti che ogni giorno vi lavorano. Inoltre mi sia consentito un plauso a tutte quelle aziende trentine che si sono velocemente convertite – in valle di FIemme è fantastico l’impegno de La Sportiva – per produrre mascherine e presidi medici da utilizzare in ospedali e RSA per fronteggiare la battaglia con questo virus che, ne sono certo, tutti assieme sapremo sconfiggere. Non dimentichiamoci però, una volta finita l’emergenza, di chi lo sta rendendo possibile con le proprie azioni quotidiane.