CONS. DE GODENZ: IMPIANTI SCIISTICI TRENTINI – LE FUSIONI SARANNO IL FUTURO

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De Godenz: economie di scala necessarie per tutti gli impiantisti.

E i progetti green? «Ci vogliono pure quelli»


TRENTO «L’unione tra Campiglio e Folgarida ci insegna quanto sia importante fare sistema, ma la via delle fusioni sarà il futuro anche per le altre società funiviarie». Ne è convinto il consigliere provinciale Pietro Degodenz, che ha esperienza diretta (a Pampeago) nella gestione di impianti funiviari. Consigliere Degodenz, perché sostiene la necessità di ragionare su scala più ampia? Perché c’è bisogno di economie di scala, di razionalizzare gli impianti e anche di fare ragionamenti più ampi tra le aree sciistiche che devono coordinarsi e non solo farsi la guerra. Sta dicendo che assisteremo alle fusioni tra impiantisti? Esatto. In valle di Fassa è già accaduto. E’ il percorso che consentirà di ragionare meglio sugli investimenti necessari allo sci del futuro, soprattutto l’innevamento artificiale. Solo assieme si possono fare scelte efficienti e vincenti per tutti. Lei è quindi convinto che lo sci abbia un futuro? Ci mancherebbe altro. Sono convinto che lo sci sarà (come è ora) alla base dell’economia turistica trentina per i prossimi trent’anni. Ricordiamoci che il turismo invernale (Garda e laghi a parte) sostiene anche il turismo estivo. Certo gli investimenti sulla neve artificiale sono imprescindibili. L’ultima stagione è stata la peggiore dal punto di vista delle nevicate, ma la migliore dal punto di vista dei risultati. Intanto quest’estate tengono banco i dibattiti sui progetti green: l’ipotesi de La Sportiva al passo Rolle e le limitazioni al traffico sul passo Sella. Che ne pensa? Sono assolutamente convinto che il progetto de La Sportiva vada portato avanti: è un progetto innovativo, con un’azienda attenta all’ambiente che vuole investire. A San Martino non gradiscono l’invasione di campo dei fiemmesi. Ma i fiemmesi sono sul passo Rolle (assieme ai primierotti) da sempre. Come sul San Pellegrino ci sono veneti e trentini e a Pampeago trentini e altoatesini. Che problema c’è? I territori devono parlarsi, mi spingo oltre: riesco a immaginare anche un’Apt unica tra Fiemme e Primiero. Lei sostiene lo sci ma anche l’alternativa green. Non è una contraddizione? No, ci vogliono entrambi. Come ci vuole il collegamento San Martino-Passo Rolle che sarà al servizio dello sci (che resterà sul passo) e dell’alternativa “green”. Ma perché proprio a passo Rolle? Per il valore ambientale di quella zona. Mi immagino il progetto de La Sportiva come una porta d’accesso al Parco naturale di Paneveggio. Perdiamo tre chilometri di piste ma guadagniamo molto di più. Ma il collegamento tra il passo e San Martino regge lo stesso, anche senza lo sci? Dobbiamo valutare che ultimamente è in costante crescita l’utilizzo degli impianti nella stagione estiva, un utilizzo che fino a qualche anno fa era completamente assente e adesso comincia a dare risultati importanti. E della mobilità sostenibile sul passo Sella – ora che siamo giunti a metà estate – cosa pensa? Sono convintissimo che l’esperimento stia avendo i risultati che aspettavamo, con un apprezzamento generale. Le attività economiche non ne hanno sofferto nel modo in cui vorrebbero farci credere. E quindi l’esperimento va portato avanti e va allargato: l’ho detto e lo ripeto, nella zona di Fassa, Primiero e Cembra dovremmo avere almeno tre o quattro passi chiusi, a rotazione, almeno tre o quattro ore al giorno. Penso al Manghen, al Valles, al Redebus ma l’elenco potrebbe continuare.

FONTE: Quotidiano TRENTINO del 5 agosto 2017