cons. De Godenz: interrogazione in sostegno di famiglie con figli ASD

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epositata dal consigliere De Godenz una circostanziata interrogazione pensata per supportare le famiglie che abbiano al loro interno persone con ASD (disturvi dello spettro autistico)
“In particolare” ha voluto spiegare il consigliere “il punto di partenza di questa interrogazione scritta è stata la richiesta di alcune famiglie di potersi vedere riconosciuti ulteriori giorni di permesso genitoriale mensile – abbiamo chiesto se sia intenzione dell’assessorato competente attivarsi al fine di modificare la normativa di riferimento concedendo a ciascun genitore/lavoratore 9 giornate di permesso retribuito (totale 18 ) – onde riuscire a seguire in casa i figli con disturbi dello spettro autistico, esigenza ancor più evidente oggi con centri e operatività di sostegno medico consuete rallentate o chiuse a causa del lockdown legato al Covid”.
“Inoltre” ha continuato ” ho ritenuto opportuno intervenire proprio in tal senso richiedendo quindi nel dispositivo che cosa la provincia intenda fare in relazione ai  tempi e le modalità per la riapertura dei centri diurni socio assistenziali,  se verranno garantite le terapie e le assistenze a domicilio da parte degli educatori nei prossimi mesi e -come sopra indicato – se sia intenzione dell’assessorato competente attivarsi al fine di modificare la normativa di riferimento e concedere a ciascun genitore/lavoratore 9 giornate di permesso retribuito al mese per poter coprire le mancanze sopra descritte e, in caso di risposta affermativa a questa domanda, quali siano i tempi e le modalità per l’attuazione di quanto richiesto.
“Spesso ho sentito ripetere negli ultimi due mesi e io stesso ho più volte dichiarato – e ne sono convintissimo – che nessuno va lasciato indietro. Rispondendo positivamente a questa mia interrogazione e attivandosi nella direzione indicata la Provincia potrà sicuramente concretizzare tale proposito. Io continuerò a seguire con attenzione la questione e a cercare di fare in modo che sia così. Dobbiamo aiutare al massimo delle nostre possibilità tutti coloro i quali si trovano nel bisogno” ha concluso Pietro De Godenz.
Di seguito testo completo dell’interrogazione
 
Permessi alle famiglie con all’interno persone affette da ASD
 
Con il termine “Autismo” vengono comunemente definite alcune sindromi di natura neurobiologica raggruppate sotto la categoria dei Disturbi dello spettro autistico (ASD). Le persone affette da ASD sono caratterizzate da difficoltà nella comunicazione, nell’interazione sociale e dalla presenza di comportamenti e interessi ristretti e stereotipati. Inoltre, insieme a questi sintomi basilari, le persone affette da autismo possono presentare in misura più o meno marcata anche disturbi sensoriali, problemi del sonno, di alimentazione, disarmonie motorie, disarmonie nelle abilità cognitive, scarsa autonomia personale e sociale, autolesionismo e aggressività. 
 
Ad essere totalmente assente o fortemente compromesso nell’autismo, è il patrimonio congenito di abilità con cui ogni essere umano, ovunque si trovi e al di là di qualsiasi differenza etnica e culturale, riesce ad entrare in contatto con gli altri, a intuirne i bisogni, gli stati d’animo e le aspettative. 
Quando parliamo di autismo troppo spesso ci focalizziamo solo sull’individuo, trascurando le ricadute che questa condizione ha sulla famiglia, la scuola, e più in generale la comunità; chiunque ruoti intorno a queste persone è chiamato a fornire un accudimento superiore, per quantità e tempo, a quello che normalmente si dedica ad
 
una persona neuro tipica, ricevendone talvolta in cambio frustrazione relazionale ed affettiva nonchè isolamento sociale.
In situazioni di normalità queste persone svolgono, per diverse ore a settimana sia casa con educatori specializzati che presso le associazioni e istituti dedicati, formazione e trattamenti psicoterapeutici;  ma causa delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus, le famiglie  non ricevono più il supporto fisico dai loro terapisti e, soprattutto, non possono partecipare agli interventi esterni, infatti tutte le associazioni hanno dovuto sospendere tutte le attività.
É facile immaginare cosa voglia dire per una persona affetta da ASD rompere gli schemi, i riti, gli orari e le abitudini acquisite; lo stare a casa per loro è stata una tragedia nella tragedia e in tutto questo le famiglie hanno ricevuto solamente degli strumenti di aiuto a distanza.
Le cooperative e le associazioni socio assistenziali non hanno potuto far altro che mandare dei video esplicativi e, gli educatori, effettuare le video chiamate, lasciando purtroppo in carico alle famiglie tutto ciò che normalmente veniva compiuto nella quotidianità. Gravando totalmente sulle stesse, le famiglie hanno dovuto sostenere un’assistenza incessante ai propri famigliari, adeguandosi alla situazione di emergenza, richiedendo aspettativa ferie e permessi  dovendo di fatto sostituirsi ai professionisti.
Grazie ai permessi accessibili attraverso la Legge 104/92 i componenti del nucleo famigliare hanno potuto vedere aumentate le giornate di permesso retribuito, le quali  da 3 al mese sono passate a 9; tuttavia sono totalmente insufficienti 9 giorni di permesso al mese per nucleo famigliare (non ciascun lavoratore all’interno della famiglia) per poter accudire una persona con bisogni speciali.
Interessato da alcune famiglie fortemente preoccupate dalla situazione nonchè per la sorte dei loro figli in quanto, a lungo andare, potrebbero esaurire i giorni di ferie e permessi previsti da contratto a causa del protrarsi della situazione  non sapendo, oltretutto, come e quando riapriranno le sedi qualificate  in mancanza di informazioni specifiche su quando gli educatori potranno tornare presso le abitazioni data l’emergenza ancora in atto.
 
 
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere
 
 
 
1. i tempi e le modalità per la riapertura dei centri diurni socio assistenziali 
 
2. se verranno garantite le terapie e le assistenze a domicilio da parte degli educatori nei prossimi mesi
 
3. se sia intenzione dell’assessorato competente attivarsi al fine di modificare la normativa di riferimento concedendo a ciascun genitore/lavoratore 9 giornate di permesso retribuito per poter coprire le mancanze sopra descritte
 
4. in caso di risposta positiva al punto 3, quali siano i tempi e le modalità per l’attuazione di quanto richiesto
 
 
 
 
Secondo quanto previsto dal regolamento interno chiedo risposta scritta.