cons. De Godenz: intervento discussione ddl Disciplina della promozione territoriale e del marketing turistico in Trentino

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Intervenendo in apertura sulla discussione di questo ddl intendo innanzitutto sottolineare quanto il turismo e il suo indotto siano volano fondamentale della nostra economia e uno dei settori su cui è necessario investire con convinzione.

Vengo subito agli aspetti da me condivisi, a partire dalla necessità di mettere in campo questa legge affinché le APT possano rimanere nella sfera privatistica e non tornare ad essere pubbliche: è un passaggio dovuto ed è quindi un bene procedere in tal senso; parimenti condivido la proposta di considerare turistico tutto il Trentino, elemento su cui tutti ci siamo nelle scorse settimane detti d’accordo anche se poi – mi sia concesso – ci siamo complicati la vita durante la discussione della legge sul commercio, operando diversificazioni su zone e aperture sulle quali è necessario tornare con più di una riflessione e sistemazione. Benissimo, e non potrebbe essere altrimenti, il principio di mettere al centro di tutto il cliente e la sua soddisfazione, affinché il turismo in generale torni a correre in ogni sua declinazione possibile in provincia, dalle montagne, ai laghi, senza scordare le città e i borghi. Condivido anche il principio che promozione e marketing vengano gestito da Trentino Marketing al fine di compiere una regia complessiva – anche in chiave olimpica -, fermo restando poi la possibilità di tutti i territori di lavorare bene e valorizzando le proprie peculiarità attraverso un oculato uso delle risorse derivate dal lavoro sinergico di pubblici e privati.

E’ giusto condividere, a mio avviso, obiettivi quali la volontà di sviluppare prodotti nuovi e rafforzare e sviluppare gli esistenti aumentando, nel contempo, sia la qualità dell’offerta che delle strutture, ricordandoci – elemento questo ripetuto anche dall’assessore e davvero fondamentale – di non lasciare indietro nessuno. Proprio per questo, emergono alcuni dubbi, a partire dalla discussione sugli ambiti; La legge ne prevede 11 e in questi giorni stiamo assistendo a una corsa a comporre nuovi puzzle con chi chiede di essere spostato di qua o di là o vuole andare o rimanere da solo; parimenti vi sono apt, magari capaci negli anni di attirare la partecipazione e importanti capitali di privati, che dovranno farsi carico di altre strutture che invece sono in grado di attirarne meno: il rischio è quello di abbassare il livello se non si interverrà presto e bene, ponendo un freno a questa corsa e rimettendo sul tavolo anche aiuti perequativi; se continua questo gioco tanto valeva lasciare tutto come si trovava. La ridefinizione deve essere utile e funzionale, altrimenti tra pochi giorni anche altri territori vorranno giustamente far sentire le proprie ragioni e il processo rischia di saltare o partire già debole. Non possiamo permettercelo. Altra personale preoccupazione, condivisa con molti operatori del settore è quella sulla tassa di soggiorno; Tassa che, lo voglio ribadire, deve essere incassata sul territorio e tornare completamente nella disponibilità del territorio stesso direttamente all’APT o tramite le agenzie. Per confermare questo meccanismo uno dei miei due ordini del giorno richiede proprio questo: la garanzia di una partita di giro che tanto ci ha permesso di fare bene sui territori negli scorsi anni. Negli anni addietro, inoltre, abbiamo tanto combattuto affinché la stessa tassa potesse essere a livello provinciale e non gestita direttamente dai comuni e questo è un bene e un unicum positivo in Italia. Deve però venire concesso, e al momento la legge che stiamo discutendo non lo prevede – lo ritengo un grave errore – di poter diversificare le tariffe: la tariffa unica non ha infatti senso, considerando anche i differenti servizi che ogni ambito può garantire e come sia impossibile garantire gli stessi servizi in ogni zona del Trentino proponendo prodotti turistici diversi. Pertanto chiedo all’assessore di ripensare la modalità di definizione della tassa tarandola su ogni territorio.

Tornando alla discussione sui dubbi, veniamo al personale: la possibilità di far sì che lo stesso torni in capo alla Provincia se desiderato rischia di causare non pochi problemi; pochissimi saranno, secondo la mia esperienza e a quanto ho fino ad ora sentito, coloro i quali sceglieranno di stare in un ente privato piuttosto che in ente pubblico. Perciò sarebbe bene prevedere una modifica, facendo in modo che i CDA delle APT possano mantenere in struttura il personale ritenuto strategico; dobbiamo anche avere bene presente come le ultime assunzioni presso le APT siano state fatte nel 2005 o 2006; vi sono pertanto persone che hanno sviluppato una importante esperienza (15 anni!) e professionalità e sarebbe un problema vero perderle. E’ certamente giusto invece intervenire sui cosiddetti “seduti” qualora se ne trovino ma non facciamolo a discapito di tutto il comparto.

Infine, la scommessa rappresentata dalle ATA che, mi è stato confermato, saranno di fatto governate dalle APT che le compongono – e questo è un bene. Se le ATA funzioneranno a dovere, se riusciranno, ad esempio, a sviluppare prodotti interambito, nuovi progetti e garantire la mobilità sia in estate che in inverno, saranno una vittoria per tutti. 

Ultimo punto, chiedo all’assessore di considerare la possibilità di spostare avanti di 6 mesi o un anno a partire dall’approvazione l’entrata in vigore della legge. I motivi sono molteplici: le risorse private da reperire per il 2021, i tempi davvero ristretti con i quali certi nuovi ambiti devono riorganizzarsi, nuovi cda – che verrano in gran parte definiti dopo le comunali d’autunno e saranno operativi a novembre – e rappresentanze diverse da definire, nuove persone da scegliere per ricoprire i ruoli chiave e le modalità di recupero delle quote di parte del finanziamento pubblico dipendente dall’attivazione dei meccanismi di perequazione. Concludendo, ho anche preparato uno specifico odg, il quale richiede che si possa, a un anno dall’approvazione, valutare il processo di funzionamento e resa generato da questa legge e operare, tutti assieme e ognuno per la sua parte, le necessarie modifiche. Stiamo parlando, lo ricordo ancora una volta, del turismo, elemento tra i più preziosi e trainanti della nostra economia: non possiamo sbagliare su come gestirlo ma dobbiamo, anzi, valorizzarlo al meglio. Grazie. Cons. Pietro De Godenz 

Trento, 05 agosto 2020