CONS. DE GODENZ: LUPO IN FIEMME E FASSA, GESTIRE SITUAZIONE IN MODO EFFICACE

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C’è il lupo, mandrie riportate a valle

Ieri desmalgada anticipata dei Dellagiacoma: «Basta»

FIEMME E FASSA – Ieri la famiglia Dellagiacoma, allevatori di Maso Lena a Predazzo, ha condotto a valle le vacche che erano in alpeggio a Malga Bocche. Dopo l’attacco del lupo che ha ferito gravemente una vitella (che ha dovuto essere abbattuta), hanno preferito portare a valle la mandria anticipatamente (ma la malga sarà aperta fino a fine mese).
Su Facebook i fratelli Mauro, Katia e Paolo Dellagiacoma hanno commentato quel momento, spiegando anche le ragioni dell’abbandono: «Non è tanto per la paura del lupo – hanno scritto – ma per non vedere la sofferenza delle nostre bestie». «Non si può andare avanti in questo modo» ha scritto Paolo. Qualcuno ha obiettato che – forse – con dei cani da lupo non sarebbe successo: Federico Gagliardi, ad esempio, spiega «Basta semplicemente avere dei cani da pastore. Da noi, in Abruzzo, non si avvicinano alle greggi o mandrie protette e predano solo cervi e cinghiali. Sono oltre 500 i lupi nella nostra regione, ma solo saltuariamente predano animali domestici».
Ne è nato un dibattito, con la pacata replica di Stefano Defrancesco: «Sì, ma capisci che qua da noi un allevatore ha anche 4 o 5 gruppi diversi in pascoli diversi? Che devi fare, portare su il cane e lasciarlo là mentre tu vai a fare fieno o lavori in stalla? Noi siamo in zone troppo turistiche per lasciare un cane di quella taglia e carattere incustodito… cose già provate».
In attesa delle desmalgade e desmontegade dei prossimi giorni (qualcuno parla di una possibile protesta degli allevatori durante le sfilate), la questione lupo arriverà in Consiglio Provinciale fra pochi giorni. È stato infatti depositato un «question time» (interrogazione a risposta immediata) dal consigliere fiemmese dell’Upt Piero De Godenz, intitolata « quale strada per il Trentino riguardo alla questione lupo?»
Scrive De Godenz: «È ormai assodata la presenza di lupi nelle zone di Fiemme e Fassa, fenomeno evidenziatosi lo scorso anno e in crescita. La questione preoccupa giustamente i cittadini, i cacciatori ed in particolare gli allevatori delle due valli i quali, come anche confermato nella partecipata assemblea tenutasi a Predazzo alcuni giorni fa, chiedono vengano messe in campo misure efficaci per evitare il ripetersi di quanto avvenuto con la gestione delle problematiche riferite alla presenza di orsi in Trentino e al relativo corollario di danni e aggressioni. A questo vanno ad unirsi le recenti intenzioni annunciate da Bolzano, con il Presidente Kompatscher – proprio lo stesso giorno dell’assemblea – che ha manifestato la volontà di sganciare l’Alto Adige dai progetti Life Ursus e Life Wolfalps».
Pertanto, scrive De Godenz, «interrogo l’assessore competente per sapere se è intenzione anche del Trentino di condividere con la Provincia di Bolzano iniziative congiunte e soprattutto quali azioni la Provincia intenda mettere in campo per tutelare gli allevatori, per limitare i danni causati dai lupi in generale e se si intendano avviare azioni specifiche di coinvolgimento di tutti gli attori interessati, onde evitare che la situazione sfugga al controllo».
Scontata la risposta, che si conosce già visto che il presidente Ugo Rossi e l’assessore Michele Dallapiccola ci hanno fatto una conferenza stampa venerdì: «L’Amministrazione provinciale comprende bene il disagio manifestato dagli allevatori. Per questo motivo ha da tempo adottato gli opportuni provvedimenti per la gestione, il controllo ed il contenimento della specie e, per quanto possibile, dei danni dallo stesso provocati» ha detto l’assessore.
E Rossi ha confermato i colloqui a livello governativo e comunitario sulla possibilità di derogare al regime di protezione del lupo, procedendo, eventualmente, ad abbattimenti selettivi. G. Z.

FONTE: Quotidiano L’ ADIGE del 10 settembre 2017