CONS. DE GODENZ: MOZIONE IN FAVORE DEGLI APICOLTORI TRENTINI

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Il consigliere provinciale Pietro De Godenz ha appena presentato in Consiglio una mozione – accolta all’unanimità  – per richiedere che negli interventi in via di definizione in seguito ai gravi fatti che hanno colpito il Trentino nello scorso mese di ottobre venga tenuto conto di operare considerando anche le necessità dell’apicoltura in Trentino.
In particolare, come si evince dal dispositivo della mozione, De Godenz ha richiesto che nell’opera di rimboschimento si consideri  di ricostituire la copertura vegetale con specie autoctone quali quelle appartenenti al genere “Prunus”, tigli, aceri, sorbi e salici e, ancora, di considerare  per la riconversione delle aree ex pascolive e prative interessate dagli schianti l’utilizzo di sementi adatte all’allevamento apistico.
L’assessore accogliendo favorevolmente la mozione ha ribadito l’importanza dell’apicoltura all’interno del comparto agricolo garantendo una particolare attenzione a progetti che verranno portati avanti nel corso della legislatura insieme agli apicoltori.
“L’apicoltura è un settore importante nelle nostre valli e gli apicoltori da anni svolgono un prezioso lavoro di mantenimento e valorizzazione territoriale; per tale motivo credo sia fondamentale accogliere le loro richieste e tenerle presenti nell’organizzazione dei ripristini forestali in corso” ha dichiarato il consigliere Pietro De Godenz ritenendosi soddisfatto dell’accoglimento della mozione e ringraziando l’assessore Zanotelli.

Sotto si riporta testo completo della mozione approvata

PROPOSTA DI MOZIONE

Come risaputo gli eventi meteorologici avvenuti a fine ottobre 2018, hanno purtroppo interessato tutto il Trentino ed in particolare le valli di Fiemme e Fassa, nelle quali si osservano ora numerose porzioni di bosco schiantate. Queste “fratte” da vento in alcuni casi si sviluppano ai margini dei paesi e arrivano a comprendere superfici di medio-grandi dimensioni. Questa mozione deriva dalla volontà di richiedere che in tali ambienti di fondo valle a ridosso di abitazioni e passeggiate – e quindi in zone dove i boschi svolgono funzioni anche paesaggistico-ricreative e turistiche – venga tenuta presente la possibilità di creare le condizioni di ricostruire la copertura vegetale con specie autoctone che tengano conto dell’interesse apistico, come evidenziato da numerose segnalazioni avvenute in merito da parte, appunto, dell’associazione apicoltori di Fiemme e Fassa, venendo alla tipologia di piante, si tratta di specie appartenenti al genere “Prunus”, tigli, aceri, sorbi e salici.

Le suddette specie oltre ad avere buona capacità di produzione di nettare e polline, andrebbero sicuramente ad aumentare la diversità presente nei nostri boschi apportando, nel contempo, molteplici vantaggi quali, ad esempio, la produzioni di legnami di pregio, vantaggi per la fauna dovuti alla maggior disponibilità di fonti trofiche nonché un riscontro positivo in termini turistici, data la varietà di paesaggio che si verrebbe a creare nelle varie fasi di fioritura e in autunno.

Inoltre le piante di latifoglia come quelle sopra indicate, presentano un apparato radicale più robusto se paragonato a quello dell’abete rosso e potrebbero essere perciò di grande aiuto per il ripopolamento forestale se utilizzate in zone di margine o anche all’interno di comparti boscati, dove potrebbero anche creare punti di forza contro il vento.

Si evidenzia poi come, in generale, la creazione di un bosco misto rispetto ad una monocultura di abete rosso avrebbe il grosso vantaggio di attivare popolamenti più forti e resistenti agli scenari che potrebbero manifestarsi nel prossimo futuro a causa dei cambiamenti climatici in atto.

Infine, si evidenzia come in alcune situazioni gli schianti abbiano interessato aree ex pascolive o prative che in taluni casi potrebbero anch’esse venire riconvertite.

A tale scopo gli apicoltori interpellati chiedono la possibilità di operare un riguardo particolare nella scelta delle sementi in modo da favorire condizioni ideali per l’ambiente e l’apicoltura.

Per quanto sopra espresso Il Consiglio Provinciale impegna la Giunta Provinciale a:

1.      considerare nell’opera di rimboschimento e sistemazione territoriale a seguito degli schianti la possibilità di ricostituire la copertura vegetale con specie autoctone quali quelle appartenenti al genere “Prunus”, tigli aceri sorbi e salici.

2.      Considerare per la riconversione delle aree ex pascolive e prative interessate dagli schianti l’utilizzo di sementi adatte all’allevamento apistico.

Cons. Pietro De Godenz