CONS. DE GODENZ: MOZIONE PER RIPRISTINARE INDENNIZZI PER INCIDENTI PROVOCATI DALL’INVESTIMENTO DI UNGULATI IN PROVINCIA DI TRENTO

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In riferimento anche ai recenti fatti di cronaca e ad una recente sentenza della Cassazione “la responsabilità extracontrattuale per i danni provocati dall’attraversamento su una strada statale di un animale selvatico deve essere imputata all’ente a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna” il consigliere De Godenz ha ritenuto opportuno depositare una mozione per richiedere il ripristino dell’indennizzo provinciale nel caso di investimento di ungulati nella Provincia Autonoma di Trento.

Lo scopo è quello di dare garanzie alle cittadine e ai cittadini in caso di incidenti con questi animali che possono alle volte provocare molti danni e un conseguente forte esborso economico. In alcune regioni come Sardegna, Lazio, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, sono state stipulate una polizza assicurativa e costituiti fondi specifici per la copertura dei danni subiti dai veicoli e per i conseguenti danni alla persona a seguito di collisioni con la fauna selvatica su strade statali, regionali, provinciali e comunali, escludendo autostrade e tangenziali, mentre nella nostra provincia fino a dicembre 2014 era previsto un indennizzo in base all’articolo 26, comma 3 bis, della l.p. 24/1991, poi abrogato.

Pertanto in Consigliere ha richiesto che il Consiglio impegni la Giunta a trovare le modalità e le risorse economiche per la concessione dell’indennizzo dei danni provocati dall’investimento di ungulati lungo le strade comunali, provinciali e statali, escluse le autostrade, per caso fortuito o forza maggiore anche mediante polizze assicurative a carico della Provincia Autonoma di Trento.

PROPOSTA DI MOZIONE

 

Rimane sempre attuale l’argomento che riguarda gli incidenti accorsi con gli ungulati sulle strade del Trentino, viste le cronache degli ultimi giorni con i giornali che riportano anche casi di denunce da parte di cittadini privati a carico della Provincia per avvenuti incidenti.

Infatti, con L.P. 14/2014 (finanziaria 2015) il Consiglio Provinciale ha abrogato l’articolo 26, comma 3 bis, della legge provinciale n. 24/1991 eliminando così la corresponsione da parte della Provincia dell’indennizzo pari al 70% del danno subito per investimento di ungulati.

La legislazione provinciale quindi fino al dicembre 2014 – vista la massiccia presenza sul territorio di fauna selvatica di grossa taglia (ungulati in particolar modo) e conseguentemente la maggior probabilità del verificarsi di incidenti stradali legati ad essa – aveva approntato un meccanismo di rimborso in caso di incidente, che ignorava totalmente qualsiasi ulteriore accertamento di responsabilità in capo alla Provincia ed era regolato dalla deliberazione della Giunta Provinciale n. 1370 del 07 luglio 2006 che in particolare citava:

“L’indennizzo è corrisposto: a)”in caso di danno al veicolo, nella misura del 70% del danno subito dal veicolo, fino all’ammontare massimo di 10.000 Euro”. b) “in caso di lesione dell’integrità fisica della persona che comporti invalidità permanente, con un ammontare massimo di euro 150.000,00 in base alle percentuali previste dalle tabelle Inail. Per i danni alla persona è applicabile una franchigia del 5% riassorbibile al 15%.”. c)“in caso di morte, nella misura pari a euro 200.000,00”. f) di disporre che la presente deliberazione venga pubblicata per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione Trentino Alto Adige.

In seguito all’abolizione di questo provvedimento la Provincia autonoma di Trento ha elaborato per il periodo 2004 – 2014 un “modello predittivo per la valutazione del rischio di incidenti stradali con ungulati” basato sia sui dati storici raccolti che sulle caratteristiche fisiche dell’ambiente attraversato dalla rete viaria determinando i tratti stradali ad alta densità di incidenti.

L’analisi dei dati elaborati ha consentito quindi di integrare la segnaletica stradale di avviso di pericolo agli automobilisti prevista dal codice della strada; collocare sui tratti stradali ad elevata densità di incidenti i catarifrangenti per gli ungulati e installare 30 segnali luminosi di avviso ai guidatori in alcuni punti ad elevata densità di investimento.

I tratti di strada su cui attualmente sono installati i catarifrangenti per ungulati interessano circa 140 km e riguardano le seguenti strade: · SP 126 della Taoletta · SP 18 dei Laghi di Terlago e Lamar · SP 18 dir Vezzano dei Laghi di Terlago e Lamar diramazione Vezzano · SP 215 di Pampeago · SP 215 dir di Pampeago diramazione Lavazè · SP 232 di Fiemme · SP 232 dir Molina di Fiemme diramazione Molina · SP 34 del Lisano e Sesena · SP 34 dir Ragoli del Lisano e Sesena diramazione Ponte Ragoli · SP 6 di Rumo · SP 64 di Fai · SP 75 dir Grigno diramazione di Grigno · SP 81 del Passo Valles · SP 84 di Cavedine · SP 85 del Monte Bondone · SP 86 di Rabbi · SP 88 della Val di Gresta · SP 90 2° tronco Destra Adige 2° tronco (Mori – Ravina) · SS 12 dell’Abetone e del Brennero · SS 237 del Caffaro · SS 238 delle Palade · SS 239 di Campiglio · SS 346 del Passo San Pellegrino · SS 42 del Tonale e della Mendola · SS 421 dei Laghi di Molveno e Tenno · SS 47 della Valsugana · SS 48 delle Dolomiti · SS 50 del Grappa e Passo Rolle · SS 612 della Val di Cembra · SS 620 del Passo di Lavazè · SS 641 del Passo Fedaia · ex SS 43 della Val di Non tratto Sabino – Rocchetta.

Lo scorso autunno poi sul ciglio della Gardesana Occidentale all’altezza degli abitati di Vigolo Baselga e di Vezzano nonché tra Nembia e San Lorenzo in Banale, sono state apposte sagome in acciaio corten ricalcanti le sembianze di ungulati a grandezza naturale per allertare gli automobilisti che in quel tratto di strada sussiste l’alta pericolosità di esemplarselvatici vaganti.

Pare evidente che a causa della grande mobilità che caratterizza la fauna selvatica soprattutto nel periodo primaverile/estivo e dalla sua consistenza numerica – basti pensare che sul territorio della provincia di Trento sono presenti circa 75.000 ungulati – e considerato che la media degli investimenti che riguardano gli animali selvatici è di circa 800 all’anno, dei quali 650 circa riguardano cervi e caprioli, queste misure di prevenzione appaiano irrisorie.

In seguito alla sentenza della Corte di Cassazione secondo cui «la responsabilità extracontrattuale per i danni provocati dall’attraversamento su una strada statale di un animale selvatico deve essere imputata all’ente a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna» alcune regioni come Sardegna, Lazio, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, hanno stipulato una polizza assicurativa e costituito fondi specifici per la copertura dei danni subiti dai veicoli e per i conseguenti danni alla persona a seguito di collisioni con la fauna selvatica su strade statali, regionali, provinciali e comunali, escludendo autostrade e tangenziali.

Per far fronte ai danni non altrimenti risarcibili causati dall’investimento di ungulati lungo strade comunali, provinciali e statali, escluse le autostrade, per caso fortuito o forza maggiore in analogia a quanto in atto presso altre Regioni e considerato che la Provincia autonoma di Trento è il principale ente gestore del territorio per evitare di incorrere a denunce da parte dei cittadini

Il Consiglio Provinciale impegna la Giunta Provinciale a:

Trovare le modalità e le risorse economiche per la concessione dell’indennizzo dei danni provocati dall’investimento di ungulati lungo le strade comunali, provinciali e statali, escluse le autostrade, per caso fortuito o forza maggiore anche mediante polizze assicurative a carico della Provincia Autonoma di Trento.