CONS. DE GODENZ: ORSO E LUPO, BISOGNA INTERVENIRE CONCRETAMENTE

34
Quanto avvenuto nelle scorse settimane e negli ultimi giorni in tutto il Lagorai ed in particolare a Malga Agnelezza, Malga Stellune e Malga d’Ezze, dove le predazioni dell’orso e del lupo continuano a colpire mandrie e a spaventare allevatori residenti e turisti, richiede, come sostengo da sempre, interventi risolutivi.

Innanzitutto, voglio esprimere la mia vicinanza e solidarietà a tutto il comparto provinciale degli allevatori e a coloro i quali hanno attività in montagna e che continuano a essere duramente colpiti da queste razzie. Voglio poi dire chiaramente ancora una volta che in questo modo non è possibile andare avanti. È ormai sotto gli occhi di chiunque voglia vederlo, come tutte le misure prese per proteggere gli animali, dai recinti, ai turni di guardia, all’uso dei cani e alla locazione particolarmente strategica delle mandrie,  si siano rivelati insufficienti e come animali problematici  – su tutti M49 – stiano dimostrando una violenza e un’aggressività assolutamente non gestibile.  Il risultato è che per il secondo anno consecutivo molti dei nostri allevatori hanno intrapreso una transumanza anticipata e riporteranno gli animali dal pascolo a valle prima del dovuto e, se in futuro questa situazione dovesse ripetersi, l’unico risultato sarà l’abbandono di monti e malghe.Tutto questo sta causando enormi problemi, economici e psicologici, alla nostra vita di montagna, alle nostre attività a essa legate – in primis agli allevatori – e al nostro turismo, poiché anche gli ospiti non si sentono sicuri per paura di incontrare orsi e lupi; siamo addirittura costretti ad avvisare le persone perché stiano attente a non frequentare certe zone. Non ci siamo, ora vanno trovate soluzioni vere. Personalmente ritengo, e non ho paura di scriverlo, che gli animali problematici come M49 vadano prelevati in un modo o nell’altro. Dobbiamo ricordare come il prelievo degli orsi problematici sia previsto in tutta Europa: non vedo perché il Trentino debba fare eccezione soprattutto quando a rischiare di essere messa in ginocchio è una delle categorie fondamentali, quella degli allevatori e delle persone che lavorano in montagna, che rischia di veder limitate- se non addirittura azzerate – le proprie attività. So per confronto diretto che tutta la categoria è frustrata e si sente abbandonata, in primo luogo dallo Stato, ma anche dalla Provincia. Auspico pertanto che si voglia intervenire con decisione per ridare a tutti noi la possibilità di rivivere la montagna, sia che vi ci si rechi per lavoro che per turismo. Lasciare infatti che un orso  o un lupo utilizzino i capi di bestiame al pascolo come self service non risponde a nessuna regola di rispetto, né per la natura, né per gli animali stessi né tantomeno per i pastori e gli allevatori. Bisogna avere il coraggio di intervenire prima che le attività tradizionali dei nostri monti vengano completamente snaturare e abbandonate a se stesse. Siamo da sempre una Provincia autonoma che nei secoli è stata capace di risolvere problematiche complesse con soluzioni funzionali e originali e non ha aspettato che fosse lo Stato a calare dall’alto decisioni, magari sbagliate o non adatte alla nostra terra. Diamo ancora una volta dimostrazione di queste capacità e aiutiamo le trentine e trentini e gli ospiti che ogni anno ci raggiungono per le vacanze a poter vivere nelle nostre valli e sulle nostre montagne in tranquillità. È il nostro dovere. Cons Pietro De Godenz

FONTE: Quotidiano TRENTINO