CONS. DE GODENZ: ORSO E LUPO, SERVE BUONSENSO

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Sono ormai quotidiani gli articoli sulla stampa locale e il susseguirsi di notizie e commenti sui social riferiti all’orso (e al lupo) e ai grandi carnivori.

A tenere banco è spesso il – suo malgrado – famigerato M49 che, dopo essere fuggito dal recinto del Casteller ha raggiunto la zona tra Valsugana e Valle di Fiemme con incursione presso passo Oclini e aree limitrofe dove, purtroppo ha predato alcuni animali e messo in allarme e apprensione gli allevatori.

E’ dello scorse settimane, infatti, la scelta di scendere a valle una settimana prima del previsto di molti allevatori di capre e mucche fiammazzi, ormai spossati dal continuo controllo necessario per fronteggiare le possibili incursioni dell’orso e preoccupati per lo stato di salute, stress e sicurezza delle loro bestie.

Vorrei ora fare una considerazione: quello riferito alla convivenza in montagna tra le necessità degli allevatori, che tengono vive e attive malghe e mestieri secolari per passione oltreché per lavoro, e le necessità naturali dei grandi carnivori non è tema che possa essere risolto ricorrendo alle tifoserie.

Leggo e sento persone schierarsi con gli allevatori o con gli ambientalisti a prescindere, spessissimo, purtroppo, senza sapere in pratica nulla di come davvero si viva in montagna e di cosa questo significhi. La montagna non è quella di Heidi, come forse immagina qualche “montanaro della domenica” e l’orso e il lupo non sono quelli dei cartoni animati. La complessità e il rispetto per la vita – di persone e animali,ma anche dell’ambiente, meritano risposte complesse e articolate.

Personalmente sono convinto che vada considerata la situazione d’insieme e vadano tutelati sia coloro i quali hanno scelto e scelgono ogni giorno di continuare a vivere e lavorare in montagna sia gli animali (orsi e lupi in primis) che sono tornati o sono stati reintrodotti nella nostra Provincia.

Nel farlo però, non è possibile essere semplicistici o faciloni; dichiarare che per fare in modo di risolvere il problema orso basta aspettare che vada in letargo è assurdo e inutile, così come lo è affermare che il lupo non rappresenta un problema perché non attacca l’uomo. E’ indubbio che le incursioni di orsi e lupi stiano provocando danni e disagi – per riparare i quali non bastano indennizzi economici. Ho, ad esempio, letto con attenzione l’appello di una giovane allevatrice che chiedeva: chi dice di amare gli animali e difende a spada tratta l’orso, magari insultando e tacciando di essere degli ignoranti noi allevatori, perché non si mette nei panni di chi,come me, si vede sbranare la cavalla che tanto ama, o i vitellini che con cura ha seguito fin dalla nascita, o le manze che tanto con cura ha allevato per mesi o anni?

Allo stesso modo non possono essere trascurati i danni psicologici e collaterali – gli animali spaventati dal lupo o dall’orso anche se protetti dai recinti (complicatissimi tra l’altro da gestire in alta montagna, immaginate di caricarvi cavi, pali e batterie sulla schiena sulle coste di pascolo) stanno male, mangiano meno e producono meno latte e quindi introito mettendo a repentaglio l’esistenza di aziende che dal canto loro già faticano a resistere data la delicata situazione economica che tutti conosciamo, senza contare, poi, il rischio di abbandono di malghe e dei luoghi adibiti a pascolo che significherà, se non correremo presto ai ripari, la fine del sistema montagna come lo conosciamo oggi.

Insomma, concludendo, credo sia necessario agire chiaramente, garantendo gli allevatori e chi lavora e vive in montagna da secoli, salvando un modello di gestione che si è rivelato positivo e non merita di venire penalizzato e distrutto.

E credo che per arrivare a ciò sia necessario fare delle scelte, ben ponderate ma decise, prevedendo certo la tutela dei grandi carnivori ma anche il prelievo degli esemplari più aggressivi e pericolosi, come recentemente e finalmente avallato anche dalla Consulta. Non si tratta di essere pro o contro l’orso o il lupo ma pro o contro la persistenza delle attività di montagna che la mantengono viva e la rendono speciale. Speciale come la nostra Autonomia che è certamente da esercitare al meglio per proporre e livello provinciale, regionale e nazionale, sistemi di gestione originali e davvero utili.


cons. Pietro De Godenz