cons. De Godenz: ospedale di Cavalese e ospedali di valle: impostare il futuro, a partire dal dopo Covid-19

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Negli scorsi giorni ho raccolto l’ovvia e sentita preoccupazione di associazioni e numerose persone in valle di Fiemme in riferimento alle tempistiche di riapertura  del Punto nascita presso l’ospedale di Cavalese una volta conclusa l’emergenza Coronavirus; fortunatamente la stessa è stata fugata dal messaggio di ieri del Presidente della Provincia – che ringrazio, il quale, interpellato in proposito, ha confermato, assieme all’assessora Segnana, come una volta dimessi gli ultimi pazienti ricoverati per Covid-19, al momento rimasti fortunatamente in pochi, si procederà rapidamente alla sanificazione e al ripristino dei normali servizi ospedalieri, compreso il punto nascita, a inizio giugno.
Si tratta di una notizia che se troverà conferma nei fatti, come peraltro non ho motivo di dubitare, sarà certamente positiva.
Tengo a tal proposito a proporre alcune considerazioni.
L’emergenza dovuta alla pandemia ha confermato, come noi sosteniamo da sempre, la fondamentale e strategica importanza di tutti gli ospedali di valle presenti sul nostro territorio; luoghi davvero utili e preziosi per fornire a residenti e ospiti servizi di pronto soccorso ma anche specializzazioni di altissimo livello, valga, sempre citando Cavalese,l’eccellenza del reparto di Ortopedia –  con altre zone del Trentino che hanno o, a mio avviso, dovranno vedere nei prossimi anni, lo sviluppo delle loro eccellenze.
Pertanto auspico davvero che sapremo cogliere la lezione che questo Covid-19 ci ha insegnato: avere un presidio ospedaliero in valle pronto a intervenire o disponibile, in caso di emergenza –  ciò che è avvenuto negli scorsi mesi, e ancora non è concluso, ne è prova lampante – per essere convertito in centro di accoglienza e cura specializzato e flessibile è, e sarà, sempre più necessario e strategico.

Per tali motivi, sarà importantissimo ripartire il prima possibile – non appena l’emergenza finirà – con i lavori per la realizzazione del nuovo ospedale di Cavalese e grazie anche al possibile finanziamento in vista delle Olimpiadi 2026 – prevedendo, alla luce di quanto avvenuto e pro-futuro, anche alcune modifiche utili a fronteggiare, sperando non avvengano, nuove emergenze, come, per esempio, la previsione di alcune nuove stanze dedicate alla terapia semi-intensiva.

La pandemia di Covid-19 ha cambiato le nostre vite e di rimando le nostre azioni devono cambiare, seguendo la strada che porta a una maggiore consapevoloezza dei rischi possibili e a un conseguente azione di ricollocazione di risorse. Dobbiamo, oggi più che mai, investire nella sanità e in particolare nei nosocomi di valle. Mai dobbiamo scordare che siamo una terra di montagna dall’orografia complessa, un territorio particolare con bisogni particolari e che non può, e non deve, omologarsi a modelli standard non funzionali e perdenti. Siamo sempre stati fieramente autonomi e in grado di gestire con oculatezza e buon senso le nostre risorse e il nostro potenziale. Confermiamolo nuovamente, lavorando, tutti, per una sanità che non sia delle città contro le valli ma di tutto il Trentino. Possiamo farlo e la nostra gente, certamente, lo merita. cons. Pietro De Godenz