CONS. DE GODENZ: PUNTO NASCITE CAVALESE, BASTA SPECULAZIONI

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VAL DI FIEMME – Apprendo dai quotidiani locali che Gianlugi De Sirena (Associazione Fassa) e i neoparlamentari della Lega insistono nello strumentalizzare la questione aperta dell’ospedale di Cavalese e del Punto nascite».
Pietro De Godenz (foto) , consigliere provinciale vuole «fare chiarezza» circa la proposta fatta dall’assessore Luca Zeni ai sindaci e agli amministratori locali di ottimizzare le sale operatorie «in ragione dei nuovi spazi necessari per la piena riapertura del Punto nascita (strutture già finanziate e progettate) che necessita di una adeguata programmazione». I circa 100 interventi chirurgici previsti nel periodo gennaio-marzo 2019, dice De Godenz, andrebbero spostati altrove «per permettere l’esecuzione dei lavori in tempi rapidi. Infatti, per una riapertura tempestiva completa serve una sala dedicata di sicurezza ? condizione obbligatoria imposta da Roma – e stringere i tempi come l’amministrazione provinciale sta facendo, é utile anche ad evitare che il prezioso staff medico ed infermieristico coinvolto opti per altre sedi professionali. La Provincia ha già chiesto al precedente Governo e ha prontamente riformulato a quello nuovo, la richiesta di poter adottare soluzione analoga a quella che il Comitato percorso nascita nazionale ha concesso a Cles ovvero, l’apertura del Punto nascita in piena operatività anche nel periodo transitorio per la realizzazione della nuova sala operatoria (tempi previsti: 1 anno) che per il momento è stato negato.
Pertanto ribadisco il nostro impegno affinché istituzioni provinciali, amministrazioni locali e Comunità di valle, associazioni e popolazione, continuino a lavorare insieme per dare le migliori risposte alla comunità e al territorio. Ai neo eletti parlamentari trentini chiediamo di lavorare perché quanto realizzato fino ad ora e quanto richiesto al Governo veda realizzazione.
Quello della sanità nei territori alpini come il nostro, infatti, non deve essere tema per campagna elettorale bensì impegno concreto di tutti gli attori coinvolti».


FONTE: Quotidiano L’ ADIGE dell’11 giugno 2018