cons. De Godenz: rimodulare servizi ospedalieri e di medicina territoriale in Trentino

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Nel Consiglio di oggi, 20 maggio 2020, il consigliere Pietro De Godenz ha presentato una risoluzione intitolata “per la rimodulazione dei servizi ospedalieri e di medicina territoriale in Provincia autonoma di Trento”.
“Ritengo che rimodulazione sia davvero la parola chiave sul tema sanità trentina – e non solo – ” ha spiegato il consigliere “poiché il Covid che ci ha messo e ci sta mettendo ancora a dura prova ed è necessario da questa FASE 2 in avanti pianificare sul medio e lungo termine per gestire ottimamente la ripresa di tutto il sistema Trentino in ogni sua componente (economica, sociale etc.) ed essere in grado di affrontare, se si ripresenteranno, anche se tutti speriamo non succeda, altre situazioni di emergenza”
“In riferimento alla sanità” ha continuato De Godenz “appaiono necessarie e urgenti alcune azioni riferite al sistema sanitario provinciale che portino anche a una rimodulazione dei servizi negli ospedali: in particolare dovranno essere fortemente rafforzati nelle loro specificità i nosocomi di valle, prevedendo oltre alla piena ripresa dell’attività chirurgica stabilita in fase pre-covid e la riapertura il prima possibile dei punti nascita anche la valorizzazione e il consolidamento di servizi diagnostici e specializzazioni, prime su tutte le mammografie, in maniera da limitare anche la mobilità interna.”
“Inoltre” ha sottolineato “vi è la necessità prioritaria- proprio per ripartire con l’attività chirurgica – comunicata da addetti ai lavori e responsabili dell’APSS di predisporre immediatamente, sono urgentissime, “zone filtro” anti-covid in tutti gli ospedali trentini, presso i pronto soccorso e i reparti, onde garantire la completa sicurezza nell’ambito delle fasi di ricovero e di intervento chirurgico e separare la normale operatività dalle situazioni a rischio Coronavirus.
“Un’azione davvero urgente” ha ripreso De Godenz “per la quale è necessario il rapido reperimento di appositi finanziamenti da mettere subito in campo.”
“Parimenti” ha proseguito il consigliere della Valle di Fiemme “mai come in questa fase è emerso come la medicina territoriale – MMG – medici di medicina generale e RSA in particolare – sia lontana dall’ottimale organizzazione che deve essere integrata in modo altrettanto importante. Per quanto riguarda le valli, è risaputo come molte strutture necessitino di rinnovamento e spazi – possibili da reperire recuperando stabili dismessi un tempo adibiti ad altri usi o da edificare ex novo accelerando laddove possibile i tempi – è il caso, ad esempio, di Cavalese. Passando poi ad un ragionamento sulla copertura delle posizioni sanitarie necessarie su tutto il territorio (Oss, medici di base e specialisti, infermieri) è doveroso ribadire la necessità di una revisione dell’organizzazione sanitaria che dovrà essere portata a compimento rafforzando i vari dipartimenti e la messa in rete di esperienze e professionalità, favorendo anche i possibili interscambi di personale avente specializzazioni e ruoli similari tra varie strutture, ad esempio tra ospedali e RSA.”
“Su queste ultime” ha concluso la sua esposizione Pietro De Godenz “le più colpite e scoperte durante la pandemia, è altrettanto urgente avviare un metodo di rielaborazione importante che, forte dell’esperienza vissuta negli ultimi anni e mesi, vada a ridefinire alcuni parametri quali il numero di operatori in relazione agli ospiti, l’azione formativa e di aggiornamento – considerata la varietà e sempre maggiore complessità delle patologie che gli operatori e infermieri delle RSA sono sempre più chiamati ad affrontare – e ultima, ma prima per importanza, la revisione della retribuzione che va parificata a quella dei colleghi dell’APSS, così come la tipologia contrattuale, al fine di colmare le attuali disparità di trattamento e poter intavolare una riflessione atta a generare, nei tempi più rapidi possibili, la pianificazione e l’attuazione di interscambi, qualora se ne ravvisasse la necessità – è il caso tipico di una pandemia – di personale e professionisti tra strutture sanitarie differenti sia del pubblico che del settore privato. Pertanto i tre punti del dispositivo finale della risoluzione impegnano la Giunta a valutare tempestivamente la predisposizione di “zone filtro” (URGENTISSIME) in funzione anti Covid-19 in tutte le strutture ospedaliere del Trentino onde garantire sicurezza e piena agibilità di reparti e sale operatorie, prevedendo il relativo finanziamento; per poter riprendere immediatamente negli ospedali periferici la piena ripresa dell’attività chirurgica stabilita in fase pre-covid, attuare la riapertura dei Punti nascita di valle e il rafforzamento di altri servizi diagnostici fondamentali quali lo screening mammografico, onde garantire anche una minore mobilità interna. Ultimo, ma non per importanza intavolare con i sindacati e i referenti dell’APSS e dei professionisti della sanità un confronto al fine di giungere a una parificazione delle retribuzioni e dei contratti di lavoro al fine di riconoscere la pari dignità professionale e rendere possibili interscambi di competenze e personale in caso di necessità.
La Giunta ha deciso di accogliere solo la premessa e il primo punto presentati dalla risoluzione di De Godenz sulla predisposizione dei filtri Covid e la divisione onde evitare contagi ma ha respinto sia il secondo punto sul rafforzamento dei servizi diagnostici, in particolare le mammografie, sia il terzo, dove si proponeva di intavolare una trattativa con sindacati e professionisti per giungere a riconoscere la pari dignità professionale e retributiva, studiando anche modi per interscambi di collaboratori e professionisti in caso di bisogno. De Godenz commentando a caldo si è detto ” molto sorpreso e preoccupato per il rifiuto del rafforzamento sul territorio delle mammografie – che fino a poco fa era anche un cavallo di battaglia della Lega” – e dispiaciuto per la cancellazione del terzo punto “abbiamo perso una grossa occasione per supportare concretamente le persone, grandi donne,uomini e professionisti della sanità, che in questi mesi si sono comportati eroicamente, perdendo inoltre la possibilità di rimodulare e rafforzare davvero il nostro sistema sanitario territoriale. Sono deluso ma tornerò certamente sulla questione.” ha concluso De Godenz

Sotto testo completo della proposta

PROPOSTA DI RISOLUZIONE 

Oggetto: per la rimodulazione dei servizi ospedalieri e di medicina territoriale in Provincia autonoma di Trento

E’ ormai evidente come l’emergenza Covid-19 abbia messo a dura prova tutto il Paese e in esso il nostro Trentino, purtroppo colpito in maniera estremamente violenta dalla pandemia non ancora completamente superata.

In seguito agli ingenti sforzi operati da tutte le trentine e i trentini, nessuno escluso, è evidente come l’imperativo debba essere – ora che si è entrati nella cosiddetta FASE 2 – quello di pianificare e attuare in tempi rapidi strategie di medio lungo termine, utili alla gestione e alla ripresa di tutto il Sistema Provincia e a fronteggiare, qualora si ripresentassero in futuro, situazioni di emergenza similari.

Oltre al tessuto economico, sul quale molto ci si è – e giustamente – concentrati nelle scorse settimane e che andrà sostenuto con ogni sforzo possibile, appaiono altrettanto necessarie e urgenti alcune azioni riferite al sistema sanitario provinciale che portino anche a una rimodulazione dei servizi negli ospedali, in questo senso dovranno essere fortemente rafforzati nelle loro specificità i nosocomi di valle, prevedendo oltre alla piena ripresa dell’attività chirurgica stabilita in fase pre-covid e la riapertura il prima possibile dei punti nascita anche la valorizzazione e il consolidamento di servizi diagnostici e specializzazioni, prime su tutte le mammografie, in maniera da limitare la mobilità interna.

Inoltre, appare prioritaria la necessità, riferita da addetti ai lavori e responsabili dell’APSS di predisporre immediatamente “zone filtro” anticovid in tutti gli ospedali trentini, presso i pronto soccorso e i reparti, onde garantire la completa sicurezza nell’ambito delle fasi di ricovero e di intervento chirurgico e separare la normale operatività dalle situazioni a rischio covid. Un’azione davvero urgente per la quale è necessario il rapido reperimento di appositi finanziamenti.

Parimenti, mai come in questa fase è emerso come la medicina territoriale – MMG e RSA in particolare – sia lontana dall’ottimale organizzazione che deve essere integrata in modo altrettanto importante. Per quanto riguarda le valli, è risaputo come molte strutture necessitino di rinnovamento e spazi – possibili da reperire recuperando stabili dismessi un tempo adibiti ad altri usi o da edificare ex novo accelerando laddove possibile i tempi (è il caso di Cavalese). Passando poi ad un ragionamento sulla copertura delle posizioni sanitarie necessarie su tutto il territorio (oss, medici di base e specialisti, infermieri) è doveroso ribadire la necessità di una revisione dell’organizzazione sanitaria che dovrà essere portata a compimento rafforzando i vari dipartimenti e la messa in rete di esperienze e professionalità, favorendo anche i possibili interscambi di personale avente specializzazioni e ruoli similari tra varie strutture, ad esempio tra ospedali e RSA.

Su queste ultime, le più colpite e scoperte durante la pandemia, è altrettanto urgente avviare un metodo di rielaborazione importante che, forte dell’esperienza vissuta negli ultimi anni e mesi, vada a

ridefinire alcuni parametri quali il numero di operatori in relazione agli ospiti, l’azione formativa e di aggiornamento – considerata la varietà e sempre maggiore complessità delle patologie che gli operatori e infermieri delle RSA sono sempre più chiamati ad affrontare – e ultima, ma prima per importanza, la revisione della retribuzione che va parificata a quella dei colleghi dell’APSS, così come la tipologia contrattuale, al fine di colmare le attuali disparità di trattamento e poter intavolare una riflessione atta a generare, nei tempi più rapidi possibili, la pianificazione e l’attuazione di interscambi, qualora se ne ravvisasse la necessità – è il caso tipico di una pandemia – di personale e professionisti tra strutture sanitarie differenti sia del pubblico che del settore privato.

Tutto ciò premesso,

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

impegna la Giunta provinciale a

  1. valutare tempestivamente la predisposizione di “zone filtro” in funzione anti Covid-19 in tutte le strutture ospedaliere del Trentino onde garantire sicurezza e piena agibilità di reparti e sale operatorie, prevedendo il relativo finanziamento

  2. attuare immediatamente negli ospedali periferici la piena ripresa dell’attività chirurgica stabilita in fase pre-covid, la riapertura dei Punti nascita di valle e il rafforzamento di altri servizi fondamentali quali lo screening mammografico, onde garantire anche una minore mobilità interna.(PUNTO NON ACCOLTO)

  3. Intavolare con i sindacati e i referenti dell’APSS e dei professionisti della sanità un confronto al fine di giungere a una parificazione delle retribuzioni e dei contratti di lavoro al fine di riconoscere la pari dignità professionale e rendere possibili interscambi di competenze e personale in caso di necessità (PUNTO NON ACCOLTO)

– cons. Pietro De Godenz