CONS. DE GODENZ: SI’ ALLA TRAMVIA DELLE OLIMPIADI

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Trasporto pubblico olimpico: un percorso già cominciato

Ho accolto con favore l’intervento apparso recentemente sui quotidiani del Presidente di Transdolomites Massimo Girardi riferito alla possibilità di sfruttare il pass olimpico, guadagnato non solo da Milano Cortina ma anche dal nostro Trentino e dall’Alto Adige, per compiere un salto di qualità nell’ambito del trasporto pubblico.

Da tempo la nostra Provincia sta lavorando per la realizzazione di una mobilità capace di raggiungere i più alti standard europei, cercando nel contempo di rovesciare l’italico paradigma che tende a privilegiare lo spostarsi in auto piuttosto che in treno o autobus tanto che negli ultimi anni sono stati raggiunti risultati eccellenti, con un netto miglioramento riferito a fermate e gestione delle tratte che ha portato a un sensibile aumento dei passeggeri sui mezzi pubblici; risultato, questo mi pare corretto sottolinearlo, raggiunto anche grazie al grande lavoro svolto dalle aziende di promozione turistica, capaci attraverso la Trentino Guest card (iniziativa promossa da Trentino Marketing) e le card turistiche delle valli di fornire l’uso gratuito per gli ospiti dei mezzi pubblici provinciali.

Pertanto, ora che le Olimpiadi sono una vicinissima realtà, vanno ulteriormente rivalutati e aggiornati, a mio avviso, progetti e studi utili, come ad esempio quello presentato sul finire del 2017 dall’allora Assessore provinciale Mauro Gilmozzi.

Fermo restando che il treno dell’Avisio rimane in prospettiva un sogno assolutamente auspicabile vanno però attivati da subito, e in questo lo studio appariva molto concreto, anche progetti e strategie a breve termine, capaci di portare a un potenziamento e un miglioramento dell’attuale sistema di trasporto su gomma.

Il Trentino, e in particolare le valli di Fiemme e Fassa – alle quali vanno certamente aggiunte, sempre in chiave olimpionica, il pinetano e la valle di Cembra, si configurano come gli ambiti ideali nei quali sviluppare un modello dei trasporti integrato di vera eccellenza e che possa essere davvero sostenibile.

A tale scopo, l’idea, presente nello studio sopracitato, dell’utilizzo del BRT – Bus Rapid Transit, ovvero di una tramvia con corsia preferenziale regolata da semafori – che permetterebbe tra l’altro di ovviare a un altro dei problemi rilevati da Girardi, ovvero l’obbligo degli attuali autobus di restare in coda e fare parte del traffico – è certamente ottima base da cui partire e rappresenterebbe inoltre un primo step verso il futuro trasportistico del Trentino da realizzare a partire da subito, contenendo i costi e i tempi rispetto ad una ferrovia e senza, ulteriore valore aggiunto, abbandonarne a priori una realizzazione in prospettiva.

La visione complessiva non può infatti essere esclusiva in nessun senso: molto meglio immaginare e realizzare un sistema efficiente e integrato, magari caratterizzato da soluzioni d’avanguardia quali il realizzo con recupero dei materiali e attenzione all’ambiente, alimentazione elettrica o a biometano – considerato il progetto d’avanguardia in via di attivazione che vede Bioenergia Trentino fornire a Trentino Trasporti attraverso il recupero di gran parte dell’umido prodotto in Provincia il biometano per i bus del capoluogo -, possibilità di utilizzo delle corsie riservate al BRT in modo dinamico in caso di bisogno, flessibilità di cadenzamento di orari e frequenze dei passaggi, e farlo a partire da domani e in pochi anni, piuttosto che procedere alla costruzione di un tracciato ferroviario a normale scartamento, costosissimo e dai tempi di realizzazione molto lunghi, certamente non concretizzabile in vista dell’evento olimpico al quale mancano meno di 6 anni.

Certamente anche la realizzazione di un sistema BRT richiederà stanziamenti per la realizzazione di corsie dedicate, fermate e sistemazioni stradali, (inferiori comunque alla sola ferrovia) ma permetterà di continuare sul percorso già iniziato di un progressivo passaggio all’uso del trasporto pubblico sia in chiave locale – riferito alla mobilità interna dei residenti delle valli interessate – sia in chiave provinciale e internazionale.

Non dobbiamo mai scordare, infatti, i grandi corridoi di collegamento che attraversano la nostra nazione e interessano anche il piccolo Trentino per i quali, proprio la nostra terra può essere sempre più punto di riferimento ed esempio di realizzazione di modalità di trasporto innovative. Il sogno di un Trentino olimpico ed interconnesso al mondo in modo funzionale e sostenibile passa attraverso la concretizzazione di percorsi dinamici e integrati – pensiamo a quanto sarebbe utile un collegamento in tal senso sul fondovalle tra Pinè, Cembra verso Fiemme e Fassa e i relativi impianti e strutture – capaci di rispondere ad immediate esigenze senza chiudersi a possibili e necessari miglioramenti, sviluppi, come il treno, ed evoluzioni nel lungo termine. Di questo abbiamo bisogno e in quest’ottica dobbiamo continuare a lavorare.

Cons. Pietro De Godenz – UpT


 

FONTE: Quotidiano L’ADIGE del 6 settembre 2019