CONS. DE GODENZ: TRENTINO ALTO ADIGE, AEROPORTI E MOBILITA’ SONO TEMI CHIAVE

127
Negli scorsi giorni è stata resa nota la notizia di un interessamento da parte di una cordata di imprenditori bolzanini per l’acquisto del 100% delle azioni dell’aeroporto attualmente detenute dalla Provincia. Si tratta di un passo concreto verso il rilancio di una struttura che, se ben gestita, potrà a mio avviso essere utile certamente all’Alto Adige ma anche al nostro Trentino.
Già nel 2016 ebbi modo di commentare il risultato del referendum che ad ampia maggioranza bocciò la proposta di potenziare il terminal con lo scopo di accrescerne servizi e attrattività. Affermai che, fermo restando che le scelte delle cittadine e dei cittadini vanno sempre rispettate, il rischio era quello di vedere sfumare possibilità concrete di uno sviluppo turistico e viabilistico del territorio regionale nel medio e nel lungo termine.
Da cittadino, consigliere provinciale e regionale e imprenditore proveniente da una valle periferica ma a profonda vocazione turistica come la Valle di Fiemme, pensavo e penso che rinunciare a rafforzare lo scalo del capoluogo altoatesino – unitamente ad altre scelte che ritengo strategiche in chiave viabilistica, quale la chiusura in determinati giorni dei passi dolomitici e l’attuazione di un collegamento funzionale con l’aeroporto Catullo che includa la realizzazione di linea ferroviaria e stazione dedicata – significhi perdere grandi occasioni per connettere la nostra Regione a linee importanti per l’imprenditoria e lo sviluppo. Ritengo inoltre che la funzione delle Province autonome di Trento e Bolzano possa essere anche quella di supervisori e anticipatori di processi, capaci di considerare le ricadute sui rispettivi territori a più livelli, turistico ed economico,certo, ma senza scordare l’ambiente e il particolare contesto nel quale ci troviamo che ci vede, da secoli, svolgere il ruolo di Grenzland, terra di confine e, grazie proprio al corretto uso della nostra autonomia di terra di innovazione e sviluppo responsabili. Mi spiego meglio: avere le Dolomiti indicate come Patrimonio Unesco non esclude la possibilità di uno sviluppo ben programmato ed intelligente e responsabilizza tutti gli attori in gioco, partendo dai cittadini e arrivando ad amministratori e classi produttive ed economiche. Dobbiamo a mio avviso confermare il nostro ruolo, come province, come regione e perché no, come euroregione, di terra piccola ma attrattiva e responsabile, aperta alla sviluppo e alle occasioni che esso può portare. Credo pertanto sia veramente urgente trovare nuovi modi per valorizzare quanto abbiamo e svilupparlo in prospettiva.
In tale ottica, mettere in campo in modo davvero efficace tutti gli strumenti e le scelte utili ad aumentare la nostra raggiungibilità e a permettere la connessione dinamica della nostra Regione con il resto della nazione e dell’Europa cominciano ad apparire come priorità e il potenziamento dell’aeroporto di Bolzano, il miglioramento dei collegamenti con Verona e l’aeroporto Catullo e la promozione di una mobilità pubblica funzionale – su rotaia ma non solo – ai massimi livelli e capace di permettere ai cittadini di scegliere di muoversi in treno o autobus anziché in auto, possono essere i primi temi da mettere sul tavolo per attivare un utile confronto tra Trento e Bolzano, a livello politico, sociale e imprenditoriale. Innovare in modo sostenibile ma efficace: questa la ricetta per un Trentino Alto Adige ancora protagonista.


Pietro De Godenz – imprenditore turistico e consigliere della Regione Trentino Alto Adige Suedtirol