CONS. PASSAMANI: CINGHIALI IN VALSUGANA – INDENNIZZI PER I DANNEGGIATI E METODI DI CONTENIMENTO CONCRETI

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“Nel corso dell’estate è andata aumentando la presenza di cinghiali nella zona dell’Alta Valsugana, in un territorio esteso dall’Altopiano di Piné (Miola in particolare, con ripetuti danni a orti e coltivazioni), frazioni perginesi di Nogaré e Madrano, Panarotta, catena del Lagorai, rilievi in destra Brenta.

L’ espansione spaziale e numerica dei capi e i ripetuti danni (soprattutto notturni) registrati da agricoltori nel corso di quest’anno hanno aumentato l’allarme, l’insicurezza e la necessità di un intervento di regolamentazione della presenza di questi suidi nel territorio dell’ Alta Valsugana. Danni alle coltivazioni (frutteti e piccoli frutti), scavo del tessuto erboso stanno a dimostrare come la loro presenza non sia più sporadica o confinata alle aree più boscose e selvagge, ma anche incompatibile con le attività agricole e l’antropizzazione. Per le stesse ragioni nelle aree di Storo, Ledro, Nago-Torbole sono già stati autorizzati prelievi da parte dei cacciatori, in base all’art. 29 della legge sulla caccia del 1991. I dati pubblicati lo scorso marzo sul periodico Agricoltura Trentina segnalavano 57 abbattimenti di cinghiale in Alta Valsugana nel 2016, a fronte di zero nel 2011 e 14 nel 2012. Ciò premesso, si chiede all’ Assessore competente, quanti abbattimenti siano stati effettuati e previsti, quali modalità di intervento intenda attuare la Provincia per il contenimento delle popolazioni di cinghiale nell’area della Valsugana, quali siano gli orientamenti del Comitato faunistico provinciale e quali misure siano previste a eventuale indennizzo degli agricoltori danneggiati.”

Questo il testo della Question time appena presentata in Consiglio dal Capogruppo Gianpiero Passamani per richiedere all’assessore Dallapiccola più concretezza nell’affrontare questa particolare emergenza emersa sul territorio valsuganotto.

Rispondendo a Passamani l’assessore Dallapiccola ha dichiarato ” ringrazio per l’occasione di poter fare chiarezza su questo sentito tema. Lei sa che la responsabilità è per la nostra Provincia sempre al primo posto. Nel rispondere alla sua domanda posso dire che l’anno scorso gli abbattimenti in Trentino sono stati quasi 300 dei quali 50 per la sola Valsugana. Questo lo abbiamo fatto per regolare la specie e senza clamore mentre ad esempio l’Alto Adige ha dato enfasi al fatto di aver eliminato 9 cinghiali. Noi operiamo nel rispetto della fauna e dell’ambiente e lo facciamo in piena collaborazione con l’Associazione cacciatori e ovviamente con il Servizio Forestale. Per rispondere in riferimento ai danni comunico che lo scorso anno sono stati erogati a titolo di rimborso complessivamente 107.000 Euro: 54.300 per danni ai pascoli, 36.000 per prati, 14.900 per danni a mais e 2.200 per danni a viti. In conclusione tengo a dire che per la zona di cui lei si è fatto portatore di interesse sono state messe in campo tutte le modalità possibili a regolare il fenomeno. Ovviamente dovremo vedere se avranno portato risultati al prossimo censimento” .

Nella replica Gianpiero Passamani si è detto soddisfatto della risposta sottolineando l’esigenza di una direzione chiara da intraprendere per dare ai cittadini interessati – allevatori e coltivatori ma non solo – soluzioni durature. “Confermo che grazie all’applicazione della legge del 1991 in destra Brenta il problema risulta ottimamente gestito mentre così non è ancora per la sinistra Brenta. Auspico quindi che anche per la sinistra Brenta a breve venga attuata questa normativa già attuato con successo in passato. Spero che nella prossima riunione del Comitato faunistico si dia quindi il via libera a questa applicazione.” ha concluso il Capogruppo Upt.

Qui copia Question Time del cons. Gianpiero Passamani Gestione del cinghiale in Valsugana