CONS. TONINA: CINGHIALI NEL CHIESE, ORA SI INTERVENGA

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Ai cinghiali ci pensa Tonina. Storo – Nuova «invasione» e danni ai campi di mais, sopralluogo del consigliere

STORO – Sono passati quasi trent’anni da quando il cinghiale è stato immesso (abusivamente, non serve ricordarlo) nei pascoli del Chiese. Naturalmente ha fatto ciò che ogni essere vivente fa da che mondo è mondo, dopo Adamo ed Eva: si è moltiplicato. E Dio sa se i cinghiali si moltiplicano…
In questi tre decenni si sono moltiplicate anche le critiche, le petizioni, le preghiere, le richieste d’aiuto da parte dei valligiani, i quali lamentano, fra l’altro, di non aver trovato quasi mai orecchie attente dalle parti di piazza Dante. Il risultato è deludente a dir poco, se non addirittura disastroso. Se fossero da mettere insieme gli episodi di cui la cronaca si è occupata in questi anni si potrebbe scrivere un bel volume. Si va dagli incidenti stradali alle aggressioni (ci sono state anche quelle), da chi ha messo i cannoni per tenerli lontani dai propri campi a chi ha raccolto firme, a chi ha minacciato perfino lo sciopero del voto al colmo dell’esasperazione.
E ora ecco l’ultimo anello di una catena lunga: il cinghiale è piombato in fondovalle per assalire un campo di granoturco, il pregiato nostrano di Storo. Così la settimana scorsa c’è chi ha chiamato il consigliere provinciale Mario Tonina, che era di turno (come fa mensilmente dall’inizio della legislatura) allo sportello di Storo.
Rapporto sempre più complicato quello fra uomo e animali: Tonina ha appena presentato un’interrogazione riguardante la diffusione anomala delle volpi in particolare a Storo e dintorni. Così ha girato la montagna di Darzo (frazione di Storo) per verificare di persona i disastri creati dall’animale con il suo frugolare. Perché la montagna di Darzo? Perché uno dei più disperati a causa della presenza del cinghiale è Romeo Grassi, carrozziere del luogo che, dopo aver comperato un pezzo di terra sopra il paesino, sta combattendo una battaglia inutile con i cinghiali. Tanto che ad un certo punto aveva pensato di vendere tutto ed abbandonare il «buen retiro».
Da lì Tonina e chi lo aveva sollecitato a fare il sopralluogo sono scesi verso la campagna. Per strada si sono incrociati con i Forestali, i quali non hanno potuto fare altro che manifestare al consigliere la loro preoccupazione per l’aumento dei danni provocati dal cinghiale.
Tonina ha scoperto subito dopo il disastro combinato nel campo di nostrano di uno dei fondatori di Agri 90, Massimo Marini: 3.000 metri quadrati letteralmente arati. «Finora ha fatto danni principalmente ai pascoli ed agli orti in quota. Se comincia a scendere in fondovalle, dove ci sono le colture intensive, che facciamo?», hanno chiesto gli agricoltori al consigliere provinciale.
Mario Tonina ha raccolto le informazioni e si è detto disponibile a parlarne in Provincia. Intanto il malumore aumenta.
FONTE: Quotidiano L’ ADIGE del 23 agosto 2017