CONS. MARIO TONINA: LA VITA IN MONTAGNA ESIGE LIMITI AI LUPI

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FONTE: Quotidiano L'ADIGE del 22 giugno 2018
Qual è l’idea di montagna che abbiamo e che vogliamo avere per il nostro Trentino? Questa è la vera domanda che la Politica deve porsi per dare risposta alle problematiche legate alla presenza di alcune specie che, da qualche tempo, preoccupano la nostra comunità. L’attenzione è stata focalizzata, in modo particolare, sulla presenza di lupi e orsi che ha spinto la Giunta provinciale di Trento a presentare un disegno di legge riguardante le «misure di prevenzione e d’intervento nei confronti dei grandi carnivori» presentato, dopo pochi giorni, anche da quella di Bolzano e discusso d’urgenza nella Terza Commissione consiliare che presiedo. Peraltro, la preoccupazione è stata anche rivolta ai cinghiali e lo dimostrano i numerosi atti politici presentati in Consiglio, altra specie che causa non pochi problemi all’agricoltura in diversi Comuni. Dal 2014, ho presentato diversi atti riguardanti la presenza di tutti questi animali, vera e propria minaccia per l’agricoltura e in particolare per il settore zootecnico che, oltre a garantire un presidio delle nostre montagne, cura l’immagine del Trentino.
Si tratta però di capire qual è il vero tema da affrontare: se la difesa delle popolazioni di montagna, se il consenso elettorale, se la gestione di un fenomeno che, da intuizione felice, è diventato un problema sfuggito di mano oppure se, invece, il fulcro stia nell’individuare un’idea di montagna, così come ben evidenziato dal direttore di questo giornale nell’editoriale del 10 giugno.
Se non si chiarisce questo, le diverse proposte di soluzione diventano meri interventi tattici, soluzioni tampone e non di prospettiva: limitati nel tempo, nella restituzione e nell’efficacia. In questi tempi caratterizzati dall’assurda necessità di risposte contingenti a problemi epocali, sono sempre più convinto che abbiamo bisogno di scelte strategiche.
Certo, servono coraggio, lungimiranza, progettualità, costanza per realizzare l’idea di Trentino che possiamo avere in mente e non azioni spot che danno risposte parziali ad un tema complesso come la vivibilità delle popolazioni di montagna.
La Politica più che farsi carico, di volta in volta, dei diversi problemi legati alla presenza di lupi, orsi, cinghiali o altro, deve avere una visione lucida riguardo l’idea di montagna che guarda al futuro del nostro territorio. Ci dobbiamo interrogare su cos’è per noi e cosa vogliamo che sia e, di conseguenza, mettere in atto tutte le azioni che portano in quella direzione. Dobbiamo avere la capacità di porci delle domande di prospettiva, di guardare avanti, di programmare, di prevedere? Partendo da un dato di fatto: la montagna ha problemi seri, su tutti lo spopolamento, le distanze e il fare i conti con i nuovi bisogni di vita. Se vogliamo continuare a garantire una montagna abitata e vissuta dai nostri giovani dobbiamo costruire delle opportunità, garantire servizi di qualità ed essere attrattivi.
La compatibilità con predatori quali il lupo in particolare e l’orso, in una zona antropizzata come la nostra, non permette una convivenza priva di conflitti, ce lo dimostrano le numerose aggressioni delle ultime settimane ad ovicaprini, bovini e ungulati: convivenza che sta diventando sempre più problematica. Lo Stato finora non ci ha aiutati nella gestione di queste specie, infatti manca, ad oggi, un quadro normativo di riferimento in grado di consentire il contenimento e l’abbattimento, a differenza di quanto avviene in altri Stati come Francia, Svizzera e Baviera.
L’approvazione trasversale del ddl in Terza Commissione è sicuramente un atto efficace, indispensabile per poter attuare la direttiva Habitat e la Convenzione di Berna, approvate a livello europeo, a tutela delle specie in via di estinzione che prevedono che gli Stati membri possano derogare ai vincoli imposti per motivi di rilevante interesse pubblico (sanità, sicurezza?), ma non è sufficiente poiché non risolve il problema alla radice. Precedentemente il problema era stato affrontato dalla Commissione dei dodici, ma nel 2017 il Governo non ha emanato il provvedimento legislativo.
Problema su cui la Politica deve riflettere, per riuscire a mettere in atto delle azioni concrete per lo sviluppo della comunità trentina e in collaborazione con la provincia di Bolzano data la contiguità del territorio.
È una sfida che va affrontata, consapevoli che la soluzione non è e non sarà semplice, ma che va necessariamente ricercata; diversamente, l’abbandono della montagna sarà inevitabile così come già successo in altre zone dell’arco alpino e degli Appennini mettendo in crisi anche il settore turistico.
Il tifo infiamma, gli schieramenti bloccano, i pregiudizi non aiutano, le ideologie frammentano.
Ecco perché diventa quindi sempre più necessaria e improcrastinabile una visione globale e non frammentata, accompagnata all’ascolto e al coinvolgimento dei territori interessati rendendo così partecipe e responsabile la comunità tutta di un territorio che si autogoverna da circa mille anni e che, proprio per questo, deve riuscire ad interpretare l’autonomia fino in fondo e a garantire la sicurezza ai cittadini e ai turisti.
La Politica può e deve essere ancora più incisiva e responsabile!

Mario Tonina


Consigliere provinciale e Presidente della Terza Commissione