CONS. TONINA: PROTONTERAPIA, BANDO PER UN MANAGER CHE PENSI ALLA PROMOZIONE

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Protonterapia, marketing – Sanità: Bando per un manager che pensi alla promozione


Trentino Sviluppo pubblicherà un bando per la ricerca di un «project manager» che si occupi di far conoscere il Centro di protonterapia di Trento, che è all’avanguardia ma ancora oggi sottoutilizzato, forse anche perché pochi ne conoscono l’esistenza. Lo ha detto ieri in consiglio provinciale l’assessore alla salute Luca Zeni in relazione a una mozione di Mario Tonina (Upt), che è stata approvata e che impegna la giunta ad accorpare l’Unità operativa di radioterapia oncologica con la Protonterapia in un’unica struttura, con un unico direttore «a fronte dello svolgimento di prestazioni sanitarie caratterizzate da profili di omogeneità e da forte integrazione dei percorsi clinico assistenziali, funzionali al miglioramento del servizio sanitario non solo in termini di sicurezza e qualità, ma anche sotto il profilo della valorizzazione delle risorse umane operanti nelle due strutture».
Nella discussione di una mozione di Filippo Degasperi (M5S) che invitata a istituire finalmente la Brest Unit promessa ormai da anni ma non ancora formalizzata, l’assessore Zeni ha invece annunciato che: «Entro la fine del 2017 verrà formalizzata la struttura di coordinamento e raccordo: è già previsto». Degasperi ha ricordato che dal 2009 che si parla di questa unità specializzata per la cura del tumore al seno, da qui la sollecitazione a completare il percorso avviato.
Il consiglio provinciale ha approvato poi una mozione presentata da Claudio Cia ed emendata d’intesa con l’assessore Zeni che impegna a mantenere «una costante attenzione al tema dei suicidi, confermando e imprementando l’attività del progetto “invito alla vita” per sostenere le persone a rischio».
L’assessore Zeni ha detto no invece alla richiesta contenuta nella mozione della consigliera provinciale Manuela Bottamedi di istituire un «drop in», come punto di primo intervento e aiuto per i tossicodipendenti, in centro città, come proposto dalla Associazione famiglie tossicodipendenti. Il drop in (sosta breve) è un punto di conforto, una sorta di sportello a chi vive il dramma della droga, con l’obiettivo del contenimento dei danni (igienico-sanitari, della sicurezza sociale, del decoro pubblico). Secondo Zeni ha sostenuto che questi servizi sono già offerti ai tossicodipendenti da parte di diverse associazioni impegnate nel sociale. Ha proposto quindi alla consigliera Bottamedi di emendare la mozione prevedendo solo l’impegno a un confronto con tutti i soggetti impegnati nell’assistenza dei tossicodipendenti per valutare l’efficacia delle misure oggi attuate.
La consigliera provinciale del Pd ed ex assessora alla salute, Donata Borgonovo Re, si è astenuta sulla mozione emendata sostenendo che non sono state ancora attuale le misure previste dal Piano salute approvato nel 2015.

FONTE: Quotidiano L’ADIGE del 9 novembre 2017


Sotto si riporta testo integrale della mozione approvata dal Consiglio

         PROPOSTA DI MOZIONE 616/XV

Le Unità Operative di Radioterapia Oncologica e Protonterapia dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento costituiscono articolazioni organizzative autonome, precedentemente incardinate nel Dipartimento oncologico e, a seguito della riorganizzazione aziendale, nella stessa area della medicina specialistica.

In un quadro di razionalizzazione delle strutture ispirato a logiche di efficienza, di contenimento della spesa, di miglioramento della qualità dei servizi, considerata l’importanza di garantire ai pazienti oncologici un trattamento sempre più efficace, rileva l’opportunità, di svolgere, tenuto conto anche dei modelli organizzativi adottati in analoghi contesti a livello nazionale e internazionale, un’adeguata analisi, sotto profilo organizzativo, finanziario, di impatto sulla qualità e sicurezza dei percorsi e sull’efficacia dei risultati in funzione dell’accorpamento in un’unica struttura delle unità operative di radioterapia oncologica e di protonterapia dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari a fronte dello svolgimento di prestazioni sanitarie caratterizzate da profili di omogeneità e da forte integrazione dei percorsi clinico-assistenziali, funzionali al miglioramento del servizio sanitario non solo in termini di sicurezza e qualità, ma anche sotto il profilo della valorizzazione delle risorse umane operanti nelle indicate strutture

Ciò premesso, rilevata l’importanza di garantire ai pazienti oncologici un trattamento sempre più efficace, potenziando l’offerta oncologica della sanità provinciale e ritenuto che l’accorpamento delle U.O. sopra indicate potrebbe dare un significativo impulso all’innalzamento del livello qualitativo dei servizi erogati,

il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

1.   a svolgere, tenuto conto anche dei modelli organizzativi adottati in analoghi contesti a livello nazionale e internazionale, un’adeguata analisi, sotto il profilo organizzativo, finanziario, di impatto sulla qualità e sicurezza dei percorsi e sull’efficacia dei risultati in funzione dell’accorpamento in un’unica struttura delle unità operative di radioterapia oncologica e di protonterapia dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari

2.    nell’ipotesi di accorpamento delle due strutture ad individuare un Direttore unico per le Unità Operative di Radioterapia Oncologica e Protonterapia

3.    a trasmettere alla competente commissione consiliare permanente, entro sei mesi, una relazione sugli esiti dell’analisi di cui ai punti precedenti.

cons. Mario Tonina

cons. Gianpiero Passamani

cons. Pietro De Godenz

cons. Mattia Civico