GRUPPO UPT – CONS. DE GODENZ: PRESENTAZIONE DDL “DOPO DI NOI”

491

Nella seduta di oggi il Consiglio provinciale sta affrontando con un apposito disegno di legge il fondamentale tema dell’assistenza, con particolare attenzione alle esigenze dei diversamente abili e al cosiddetto “dopo di noi” in modo da poter definire utili disposizioni in materia di programmazione di assistenza ai disabili gravi sprovvisti del supporto familiare nel corso di tutta la loro esistenza.

L’Unione per il Trentino ha seguito e supportato convintamente negli anni con molta attenzione l’attività di ANFFAS e di molte associazioni che di questa assistenza si occupano, con dedizione e competenza, quotidianamente. Tutto il lavoro fatto è stato presentato per conto del Gruppo Upt dal cons. Pietro De Godenz, il quale, ringraziando sia le associazioni che i colleghi – Tonina e Passamani dell’Upt, tutti colleghi di maggioranza ed opposizione per il confronto e l’ottima sintesi raggiunta – ha voluto sottolineare come il Trentino sia sempre stato e debba continuare ad essere sensibile e efficiente interlocutore per supportare in modo concreto e utile i portatori di handicap e le loro famiglie con strutture ma, anche e soprattutto, con progetti e attività innovative che garantiscano, per tutti, una buona qualità di vita. In conclusione De Godenz ha voluto ricordare come la proposta sia corroborata anche da un primo finanziamento di Euro 700.000 – stanziato su un suo emendamento – fondamentale per far sì che le politiche sociali contenute in questo nuovo ddl possano trovare attuazione immediata e concreta.  “Voglio ricordare” ha detto in apertura Pietro De Godenz “come la scelta di proporre un ddl sul “dopo di noi” sia per me nata dopo un intenso confronto con le famiglie e le associazioni che, in tutto il Trentino, da tempo chiedono al legislatore di agire in tal senso, per garantire un futuro il più sereno possibile ai loro figli. Ora, grazie al lavoro fatto tutti assieme e ognuno per la sua  parte (De Godenz ha voluto ringraziare anche le strutture provinciali per aver compiuto una magistrale sintesi di ben 4 ddl presentati in origine), questo sarà certamente possibile.


Di seguito si riporta testo integrale della presentazione del cons. De Godenz


In seguito all’approvazione della legge 112 del 2016, nota come legge sul “Dopo di noi”, con la quale il legislatore nazionale ha introdotto importanti agevolazioni fiscali a supporto di tutte quelle iniziative orientate alla assistenza delle persone con disabilità grave, anche in trentino si è avvertita la forte esigenza sociale e politica di tutelare queste persone in attuazione dei principi della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Di solito è il Trentino ad anticipare il resto del Paese in campo legislativo, ma con questo testo, che ci accingiamo a votare, puntiamo a integrare e migliorare la normativa nazionale, adattandola alla nostra realtà. Un forte stimolo è arrivato anche da ANFFAS, altre associazioni e dai molti genitori di persone con disabilità che invecchiando, manifestano forte preoccupazione per il futuro dei propri figli; la possibile platea di beneficiari ammonta a qualche migliaio di persone in Trentino. Si tratta di soggetti privi del sostegno di entrambi i genitori e in situazione di disabilità grave.

Già nel 2016 io ed i miei colleghi dell’Unione per il Trentino siamo stati promotori di una mozione, votata all’unanimità, volta a sostenere i servizi residenziali e semiresidenziali sul territorio trentino che abbiano competenze specifiche sui disturbi dello spettro autistico ed  in grado di prendere  in carico i soggetti minori, gli adolescenti, i giovani e gli adulti coinvolgendo anche la rete dei servizi territoriali e le risorse delle comunità di appartenenza; il tutto, al fine di favorirne il reinserimento sociale promuovendo in aggiunta progetti finalizzati all’inserimento lavorativo dei soggetti adulti con disturbi dello spettro autistico, atti a valorizzarne le capacità, utilizzando inoltre i progetti di agricoltura sociale indicati nella nostra Legge provinciale 12 del 2016.

Lo abbiamo fatto perché crediamo fortemente che sia un diritto per le persone più deboli della nostra società ricevere un’educazione corrispondente ai loro desideri e ad un impiego significativo senza discriminazioni né idee preconcette.

Nel 2017, forte anche di una esperienza personale, ho presentato una question time sul tema dei caregivers che chiedeva all’assessore quali misure intendeva adottare per aiutare concretamente queste figure sempre più presenti in trentino.

Perchè se da un lato l’aumento della longevità rappresenta indubbiamente una grande conquista, dall’altro può portare con sé anche malattie specifiche dell’invecchiamento come, ad esempio, demenze senili o disabilità congenite o acquisite le quali possono colpire una persona anziana.

Il Caregiver si ritrova così investito di un ruolo fondamentale che richiede un impegno psico-fisico costante trasformando la propria vita in funzione del malato e suddividendo la giornata tra assistenza diretta e sorveglianza; le conseguenze dirette e materiali si associano ad una precarietà delle condizioni psicologiche e sociali che colpiscono non solo il Caregiver ma anche l’intera famiglia di appartenenza.

Sono quindi molto soddisfatto che anche questo argomento sia stato introdotto in questo disegno di legge che porta la firma e l’iniziativa anche del collega Simoni.

Una legge trasversale che è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale ed è rispettosa dell’autodeterminazione delle persone con disabilità grave anche attraverso l’inserimento nei programmi delle politiche attive del lavoro, e l’autonomia di vita nel rispetto – è giusto sottolinearlo – dell’articolo 19 della Convenzione delle Nazioni Unite.

Pertanto l’obiettivo principale che ci siamo posti, assieme al collega Viola e l’assessore Zeni, con questa legge è quello di poter arrivare a redigere progetti di vita e di abitare sociale, di inclusione attraverso l’inserimenti nei programmi delle politiche attive del lavoro, garantire i bisogni abitativi rispettando la volontà delle persone con disabilità per loro massima autodeterminazione e indipendenza, consentendo loro di vivere in case proprie anche dopo il venir meno del sostegno genitoriale per favorirne la continuità affettiva e relazionale grazie anche all’utilizzo delle nuove tecnologie di domotica o, in alternativa, in strutture gestite da associazioni rientranti nel terzo settore evitando così il ricorso all’assistenza sanitaria e facendo in modo che l’istituzionalizzazione non sia la sola risposta possibile per loro.

Il tutto con una sicurezza: finanziamenti e tempi certi.

Finanziamenti perché per l’attuazione sono previsti subito 700’000 euro di stanziamento.

Tempi certi grazie ad un mio emendamento, approvato in commissione, che prevede che entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge verranno deliberati criteri e modalità di esecuzione.

Grazie.