INTERVENTO IN DISCUSSIONE FINANZIARIA DEL CONS. UPT MARIO TONINA

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Egregio Signor Presidente,

colleghe e colleghi,

In relazione al nuovo quadro finanziario, dato dalla revisione dei rapporti con lo Stato, disposta dall’ Accordo di Milano e aggiornata con il “Patto di Garanzia” recentemente sottoscritto con il Governo nazionale, possono proporsi alcune considerazioni:

-Innanzitutto la dimensione della finanza provinciale effettivamente disponibile di 4,1 miliardi è una dotazione finanziaria di assoluto rilievo che colloca la nostra finanza al livello più elevato nella distribuzione delle risorse pubbliche.

-E’ quindi ancora possibile prefigurare condizioni di continuità e normalità  nella gestione delle pur ampie competenze affidate alla responsabilità della Provincia a condizione però che siano definite politiche innovative nella programmazione e impiego delle risorse per esempio attraverso criteri di forte selettività, per riorientare i fondi pubblici dagli impieghi tradizionali verso i settori e le attività a maggior valore aggiunto e con prospettive di crescita, o attraverso il sostegno al processo di modernizzazione ed efficientamento del sistema pubblico trentino.

Il particolare assetto finanziario della Provincia, non è esente da limiti e rischi che devono essere adeguatamente valutati nella definizione delle strategie di finanza pubblica. Incentrandosi in via prevalente sui tributi statali, il bilancio della Provincia, si caratterizza per un rapporto di forte dipendenza dalle politiche fiscali attuate dallo Stato: la crescita o la riduzione della pressione fiscale nazionale, come pure la modificazione dell’assetto dei tributi erariali, sono fattori fortemente condizionanti la dimensione e l’evoluzione delle risorse provinciali.

In tale aspetto gli obiettivi del Governo nazionale, se correttamente perseguiti, di progressiva attenuazione della pressione fiscale, potranno originare effetti rilevanti sulle risorse della Provincia. Allo stesso modo anche i possibili interventi statali, sebbene regolati nel recente Patto di Garanzia, per l’eventuale aumento del concorso finanziario a carico della Provincia, sono fattori destinati prevedibilmente a comprimere nei prossimi anni la disponibilità di risorse.

Anche dopo il Patto di Garanzia quindi occorre un’attenta vigilanza per preservare gli effettivi spazi di autonomia finanziaria e tributaria, soprattutto in relazione ai principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, in quanto non sussiste un assetto finanziario “per sempre”, ma al contrario, le relazioni finanziarie, richiedono un continuo processo di aggiornamento e adeguamento all’evoluzione del contesto economico e di finanza pubblica.

Sono inoltre convinto che il tema della “produzione” delle risorse dev’essere al centro delle politiche finanziarie della Provincia; la crisi della finanza pubblica nazionale e gli obblighi di riequilibrio derivanti dai vincoli internazionali, rendono ormai irreversibile, il nuovo corso della finanza provinciale. Condivido in particolare alcune importanti iniziative, che sono già prefigurate dalla manovra finanziaria presentata dalla Giunta, come le politiche di sviluppo dell’economia per favorire la ripresa economica e sostenere in tal modo anche le fonti di alimentazione del bilancio, le azioni per coinvolgere le risorse private nel finanziamento di investimenti pubblici e per mobilitare gli ingenti flussi di risparmio generati dal territorio, le politiche di dismissione del patrimonio pubblico non utilizzato per finalità istituzionali e la revisione delle politiche tariffarie per accrescere la responsabilità sia degli enti, che dei cittadini.

Particolare rilevanza riveste infine l’esercizio dei nuovi poteri in campo tributario sia relativamente ai tributi locali di natura immobiliare, per i quali la legge finanziaria in esame detta una innovativa disciplina, sia in relazione ai tributi provinciali con l’istituzione dell’imposta provinciale di soggiorno e con una significativa attenuazione della pressione fiscale attraverso la riduzione soprattutto “selettiva” delle aliquote IRAP, in aderenza alle caratteristiche del tessuto socio-economico locale e alle specificità del sistema delle imprese. Importanza riveste poi, l’attivazione del nuovo strumento di agevolazione nella forma di “credito di imposta”, previsto dal recente Patto di Garanzia, che potrà consentire politiche di incentivazione nei confronti delle imprese secondo criteri di forte semplificazione e maggiore equità.

Un concorso rilevante per ampliare le potenzialità finanziarie dell’Autonomia potrebbe essere assicurato infine dai nuovi poteri connessi alla delega delle funzioni delle agenzie fiscali a favore della Provincia, prevista dalla legge di stabilità 2014 e non ancora attivata.

L’obiettivo strategico, e pienamente condivisibile della manovra promossa dal Governo provinciale, è il rilancio della crescita economica verso un modello di sviluppo maggiormente competitivo e in grado di affrontare i grandi cambiamenti che caratterizzano l’attuale contesto dell’economia globale. La flessione del Pil locale è diretta conseguenza della caduta della domanda interna, soprattutto degli investimenti, mentre le esportazioni a motivo della contenuta propensione all’export del sistema trentino beneficiano seppure in misura limitata della moderata ripresa internazionale.

Le predette caratteristiche strutturali del sistema economico provinciale, rappresentano elementi di preoccupazione, soprattutto in campo economico, che precludono un pieno sviluppo e una piena valorizzazione del potenziale del territorio. Incide negativamente soprattutto la lenta dinamica della produttività, che mantiene i tassi di crescita del nostro sistema, nel medio-lungo periodo, entro valori particolarmente contenuti.

La proposta di programma di sviluppo presentata dalla Giunta, definisce una coerente strategia e articolate azioni per affrontare i predetti fattori di debolezza e ri-orientare il Trentino verso un modello economico e sociale più equilibrato e dinamico, promuovendo l’innovazione, l’apertura e l’internazionalizzazione del sistema, rafforzandone i fattori di competitività e coesione.

Ritengo che, per uscire dalla crisi economica e riprendere la strada della crescita, il Trentino, ha la necessità di promuovere contemporaneamente sia le azioni strutturali, per la rimozione dei fattori di debolezza in precedenza indicati, sia interventi anticongiunturali, per stimolare la domanda e accelerare l’uscita dalla fase recessiva in corso. Ciò in quanto le azioni di carattere strutturale potranno produrre effetti significativi solo nel medio-lungo termine, mentre la caduta della domanda, causa della congiuntura negativa attuale, richiederebbe azioni rapide di stimolo soprattutto attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati del nostro territorio, da impostare e realizzare entro tempi il più possibile accelerati.

In un contesto di entrate pubbliche che calano è inevitabile la difficoltà a confermare i precedenti livelli. Ma proprio a questo proposito sono convinto che il nostro compito sia quello di ricercare soluzioni all’interno degli attuali assetti finanziari, per limitare la contrazione della spesa in conto capitale, e definire nel contempo nuove strategie nel reperimento di risorse in grado di alimentare gli investimenti pubblici e privati. Considerato quindi il peso rilevante degli investimenti per l’economia provinciale, diventa necessario ri-focalizzare l’attenzione sulla spesa di investimento a scapito delle spese correnti, obiettivo irrinunciabile, considerato che senza adeguati flussi di investimento il PIL difficilmente potrà riprendere a salire nella nostra Provincia.

Concludo quindi sottolineando la mia condivisione sull’impostazione generale del bilancio e le sue linee portanti, soprattutto per quanto attiene il risparmio e l’innovazione, e auspico che agli intenti seguano azioni concrete della Giunta provinciale, in quanto la manovra in esame è l’inizio del percorso di questa legislatura. che sarà inevitabilmente caratterizzata da una forte contrazione di risorse a disposizione che devono essere più che mai destinate con oculatezza a generare sviluppo.

Solo così sapremo re-interpretare in modo responsabile la nostra Autonomia a cui faceva riferimento il Presidente Rossi.

Grazie!

                                                                                                                                cons. Mario Tonina