Proposta ordine del giorno n. al disegno di legge n. 16/XV

Disposizioni per l’assestamento del bilancio annuale 2014 e pluriennale 2014-2016 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria provinciale di assestamento 2014) e al disegno di legge n. 17/XV

Assestamento del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014 e bilancio pluriennale 2014-2016 della Provincia autonoma di Trento

L’annosa questione della statale della Valsugana si complicherà ulteriormente con la costruzione del tratto di collegamento Castelfranco-Bassano-Cismon. Con questa opera troverà sfogo gran parte del traffico che attraverso la pedemontana transita verso nord.
Il problema, per quanto riguarda il Trentino, è che la statale della Valsugana, o meglio la Valsugana ed il territorio circostante, non possono reggere un incremento del traffico delle dimensioni immaginate dai progettisti e riportate nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. Nel documento si ipotizza, presso il comune di Cismon, un aumento di passaggi giornalieri di circa 21.000 unità, partendo dalle circa 13.000 attuali.
Il tema del traffico e della mobilità delle persone e delle merci tra il Nord-Est italiano ed il Centro-Nord europeo va oltre gli interessi della nostra provincia ed è stato collocato correttamente, nella visione della Comunità europea e dello Stato Italiano nel più generale progetto del corridoio 1 Berlino-Palermo, ovvero il collegamento tra nord e sud Europa attraverso il Vallico del Brennero.

Il progetto del Corridoio 1 vedrebbe ad Isola della Scala, presso Verona, lo snodo di collegamento tra l’asse est-ovest italiano e quello nord-sud europeo. Ad Isola della Scala infatti è immaginato il grande interporto ed il punto di trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia.
L’idea di spostare più a nord, ovvero in Trentino, attraverso la Valsugana, l’innesto delle merci provenienti dall’Est italiano sull’asse del Brennero è evidentemente in contrasto con l’idea strategica del Corridoio 1. Fra l’atro, questa soluzione, non sarebbe alternativa all’interporto di Isola della Scala che dovrebbe comunque servire per le merci provenienti dall’area lombarda. Dal punto di vista delle strategie europee ed italiane non può essere la soluzione ottimale.Dal punto di vista più particolare, ma non meno importante, del Trentino e della Valsugana il travaso sulla SS47 di gran parte del traffico della Pedemontana più essere deleterio.

Già oggi i problemi legati al traffico e alle evidenti esternalità negative prodotte – dall’inquinamento dell’aria a quello acustico, dai rischi di incidenti ambientali per esempio sul lago di Caldonazzo a quello degli incidenti stradali – pesa sugli abitanti di una valle che avrebbe tutte le potenzialità per uno sviluppo turistico oggi in parte limitato anche per la presenza di una arteria così trafficata. La Valsugana presenta molte potenzialità territoriali ancora non ottimizzate: basta pensare alla zona del Lagorai, ai laghi, ai percorsi ciclabili, alle terme.
Il progetto della strada a pedaggio sul tratto veneto, tra Castelfranco Bassano e Cismon del Grappa, sembra fatto apposta per colpire il trentino e la sua contrarietà alla Valdastico. Il tentativo veneto è forse quello di alimentare le polemiche e dividere i trentini tra chi vuole difendere la Valsugana e chi non vuole la Valdastico (ex PiRuBi). Se la nostra Provincia vuole evitare questa contrapposizione, la soluzione forse più efficace può essere quella di rendere meno conveniente spostare il traffico sulla Valsugana introducendo da subito un pedaggio selettivo per i mezzi pesanti che utilizzano la SS47 come collegamento tra il Veneto e la Valle dell’Adige.

Un ulteriore rafforzamento degli interessi trentini rispetto alle continue pressioni ed ingerenze sui destini della viabilità in Valsugana potrebbe essere infine raggiunto attraverso una modifica del Piano Urbanistico Provinciale che identifica ancora la SS47 come connessione alternativa al Brennero.
Tanto premesso, il consiglio provinciale impegna la Giunta:
a predisporre uno studio di fattibilità per la trasformazione della SS 47 della Valsugana in strada a pedaggio per i mezzi di Trasporto merci che la utilizzano come collegamento tra il Veneto e l’asta dell’Adige in modo da rendere meno conveniente raggiungere la A22 attraverso al Valsugana che attraverso lo snodo di Verona (ad esempio sul modello Vignette utilizzato in Austria); ad utilizzare gli introiti derivanti dal pedaggio per opere di manutenzione, aggiornamento, miglioramento della sicurezza sulla SS47 e nei territori trentini da essa attraversati, oltre che per interventi di carattere ambientale e di sviluppo socio-economico per la valle, a parziale compensazione dei danni subiti dal traffico;
a stralciare il corridoio est-Valsugana dal Piano Urbanistico Provinciale come “alternativa al Brennero nella connessione fra i corridoi europei 4, 5 e 10” e “area sensibile di interesse sovra provinciale”, come previsto dalla Relazione introduttiva PUP.
a sollecitare il governo ad essere coerente con la proposta del corridoio 1 e quindi disincentivare scelte di carattere contrastante, come la realizzazione della Supervalsugana in territorio veneto.