Sanità Trentina: serve una linea chiara e condivisa

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In merito all’intervista rilasciata dal Presidente dell’ordine dei medici del Trentino Giuseppe Zumiani sulle pagine dell’Adige nei gironi scorsi e riguardante la riforma del sistema sanitario trentino, il gruppo consiliare provinciale dell’Unione per il Trentino ritiene opportune alcune considerazioni.

Innanzitutto condividiamo la necessità di ragionare su un piano di riorganizzazione complessivo del sistema sanitario trentino; chiediamo con forza però che il processo venga portato avanti con estrema chiarezza e con la massima condivisione con i cittadini e gli enti locali interessati al fine di evitare nuove e sterili polemiche come accaduto nelle scorse settimane.

Nessuno pretende di “avere tutti i servizi sotto casa”, sappiamo benissimo che i tempi che stiamo vivendo e i tagli che continuano ad incidere sul nostro bilancio richiedono una forte spending review, ma ciò non può certamente andare a discapito dei trentini senza che in cambio non vengano restituite concrete garanzie di base e senza che gli stessi sappiano – prima – come  sarà strutturata la nuova mappa sanitaria provinciale e quali saranno, valle per valle, le specialità e le eccellenze che si vogliono implementare.

Questo non per essere funzionali ad un consenso elettorale effimero, bensì per essere responsabili e svolgere con serietà e coscienza il nostro lavoro di amministratori provinciali chiamati a risolvere problematiche riferite ai bisogni di ogni cittadino, sia esso residente nel capoluogo o nel paese più piccolo e lontano.

Certamente la dibattuta questione relativa alle mammografie è un esempio evidente delle scelte politiche e non tecniche che l’Amministrazione provinciale è chiamata ad assumere;  negli ospedali di valle, per noi dell’Unione per il Trentino, devono essere garantiti quei servizi di base che non portino la nostra gente ad accentuare quel fenomeno di mobilità passiva, di spostamento per l’effettuazione di esami presso presidi in altre province e regioni che arrecano un grave danno alle casse del sistema sanitario provinciale. Il rischio concreto è che la Valle di Fiemme e la Val di Fassa possano gravitare sull’ospedale di Bolzano, il Primiero e la Bassa Valsugana su Feltre, ecc… .Certamente si potrà obiettare che garantire i macchinari per la mammografia in ogni valle possa costare di più – e sta a noi amministratori pubblici  trovare il modo di contenere i costi e garantire il servizio, facendo per l’appunto scelte politiche – ma non si tiri in ballo la competenza, ad oggi testata come ottimale in ogni presidio ospedaliero delle nostre valli, dato che  i tecnici che effettuano l’esame nelle valli sono gli stessi che lo effettuano a Trento ed anche la lettura viene fatta al S. Chiara.

Insomma, riteniamo sia giusto, per essere chiari, investire in ogni ospedale del Trentino per dotarlo di nuove attrezzature per i rilievi mammografici al fine di garantire un servizio ritenuto, a ragione, basilare dai nostri concittadini

Non facendolo rischieremo di abdicare al nostro ruolo di Provincia autonoma e fieramente popolata anche nelle zone di montagna. Negli ultimi decenni, infatti, il Trentino non ha subito lo spopolamento delle valli e non ha visto le periferie delle principali città ingrossarsi a dismisura perché ha saputo garantire ad ogni territorio determinate garanzie di base, quali appunto quella sanitaria e scolastica, e ha saputo far sentire dare i servizi ritenuti essenziali ad ogni cittadino tentino.

Questa è una garanzia che siamo chiamati a mantenere e non si chiama strumentalizzazione elettorale bensì autonomia responsabile.

La politica nazionale e trentina non può esimersi – ne siamo profondamente coscienti – dal difficile contesto economico  che ci circonda ma la soluzione non può essere un taglio lineare di questo o quel reparto ospedaliero col mero scopo di risparmiare fondi, altrimenti dimostreremo ai nostri concittadini di non essere capaci di assumerci quelle scelte responsabili per cui i trentini ci hanno concesso la loro fiducia solamente pochi mesi fa. La politica è fatta di scelte coraggiose: scriviamo assieme le regole della nuova struttura istituzionale autonomistica a partire dal sistema sanitario, l’Upt è prontissimo a farlo, ma non anteponiamo il fare cassa al futuro della nostra gente.