UFFICIO PARI OPPORTUNITA’: UPT INTERROGA ASS. SARA FERRARI SULLO SPOSTAMENTO ALL’ AGENZIA DEL LAVORO

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Donne, l’Upt critica Sara Ferrari

Provincia Per il trasferimento dell’ufficio pari opportunità all’Agenzia del lavoro

Il trasferimento dell’ufficio della Provincia che si occupa di pari opportunità presso l’Agenzia del lavoro, previsto da una delibera della giunta, che dovrebbe essere approvata a breve, non piace ai consiglieri provinciali dell’Unione per il Trentino.
I consiglieri Mario Tonina ( nella foto sopra Sara Ferrari ), Pietro De Godenz e Gianpiero Passamani hanno infatti presentato una interrogazione nella quale chiedono «se non appaia più ragionevole mantenere l’ufficio pari opportunità presso l’attuale sede, tenendo conto della delicatezza delle attribuzioni conferite allo stesso, non certo circoscritte alle politiche del lavoro, ma, anzi, intersecanti ad ampio spettro tutti i settori della vita sociale, culturale, economica ed istituzionale».
L’assessora provinciale alle pari opportunità, Sara Ferrari, si mostra sorpresa dall’intervento dei consiglieri di maggioranza e difende la scelta. «Devo dire – dichiara Ferrari – che mi stupisce questo interessamento politico per una semplice riorganizzazione di terzo livello di un ufficio della Provincia. Non si tratta della commissione pari opportunità, che è un organismo elettivo del consiglio provinciale, bensì del mio ufficio pari opportunità, che viene semplicemente spostato dalla Agenzia della famiglia a quella del lavoro».
«La questione – sostiene l’assessora di riferimento dell’ufficio in questione – è meramente organizzativa, legata alla valorizzazione di competenze interne, ed è il tentativo di dare ancora più slancio alle azioni dell’ufficio, non certo una diminuzione. significa anche seguire più da vicino e in maggior coerenza con l’Agenzia del lavoro, le politiche che riguardano l’occupazione femminile, che viene considerata una questione prioritaria, senza ovviamente smettere di occuparsi di tutte le altre questioni che riguardano le pari opportunità, dalla conciliazione vita/lavoro, alla violenza, alla educazione alla parità, alla medicina di genere».
Nella loro interrogazione i consiglieri provinciali dell’Upt si dicono perplessi invece per questa scelta, temendo che la Provincia si concentri troppo nelle sue azioni per la parità tra uomo e donna nel mondo del lavoro a discapito degli altri aspetti. Scrivono infatti: «Una corretta applicazione del principio di parità implica non solo l’adozione di azioni positive a favore dell’inserimento e della permanenza delle donne nel mondo del lavoro, ma anche la promozione di modelli educativi e culturali tesi all’affermazione di un’effettiva e sostanziale parità di genere».
FONTE: Quotidiano L’ ADIGE del 4 agosto 2017