UPT E UAL: CHIAREZZA SU PUNTI NASCITA E SANITA’ IN TRENTINO

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Non sono passate molte ore dalla riunione di maggioranza in cui si è affrontato il tema dei punti nascita. Il Presidente ci ha informato dell’impegno nei prossimi giorni, a Roma, di interloquire con il nuovo sottosegretario alla sanità, per sollecitare quelle risposte in materia di standard per i punti nascite, che assieme alla provincia di Bolzano avevamo posto ancora in primavera: la reperibilità entro i 10 minuti al posto della presenza del ginecologo 24h su 24 e la possibilità di sostituzione del neonatologo con l’anestesista rianimatore specificatamente formato ed aggiornato.

I nostri gruppi hanno fatto presente la necessità di un più forte impegno su questo fronte anche alla luce della risposta fornita dal ministero alla interrogazione dell’on. Ottobre laddove si fa riferimento alla possibilità di andare sotto il limite dei 500 parti anno per mantenere un punto nascita di fronte ai problemi di orografia del territorio e quindi di tempi e distanze che rendono difficile l’accessibilità alle cure sanitarie in ospedale.

É stata anche sottolineata la necessità di una maggior condivisione con le regioni vicine e la Provincia di Bolzano, su questa tematica, così delicata ed importante per le popolazioni che vivono nelle aree più decentrate delle nostre montagne e per la stessa Autonomia della nostra Comunità.

Abbiamo scritto su questo argomento appelli, interrogazioni, proposte e mozioni.

Abbiamo ricevuto risposte di impegno su questi fronti e l’unica ragione per cui abbiamo atteso gli esiti di questi impegni è che ci siamo fidati delle persone che li hanno assunti in primis l’Assessora Borgonovo Re. Assunti difronte al Consiglio Provinciale, ai Comuni e alle Comunità, a 60.000 cittadini che hanno sottoscritto appelli per scongiurare chiusure e riduzione di servizi.

Abbiamo conseguentemente rassicurato tutti coloro che nel frattempo ci informavano di iniziative esattamente contrarie da parte dell’Assessorato e dell’Azienda Sanitaria come la mancata sostituzione di primari, il lento soffocamento dei livelli organizzativi decentrati, vera causa dell’abbassamento dei livelli di sicurezza, dietro cui poi, ci si trincera per invocare tagli e chiusure.

Anche sul piano politico, abbiamo cercato in ogni modo di far capire l’importanza che i nostri gruppi assegnano alle politiche di decentramento dei servizi, soprattutto quelli sanitari, in aree alpine; la loro diretta connessione con le politiche di contrasto allo spopolamento della montagna, al diritto di solidarietà tra il Centro e le Valli, indicando soluzioni possibili e suggerendo iniziative, come quella della sperimentazione che ci permetterebbero di essere ancora una volta laboratorio positivo per il Paese.

Nonostante tutto ciò, apprendiamo con sconcerto, che l’Assessora con i suoi collaboratori ha comunicato ai vari rappresentanti dei reparti di maternità la DECISIONE di chiudere i punti nascita di Tione e Cavalese: 1/09/2015 1/01/2016.

Sarà pur vero che l’Assessora non ha mai fatto mistero della sua piena convinzione sulla necessità di chiudere i punti nascita degli ospedali di montagna, ma è altrettanto vero che nel suo ruolo di sintesi e garanzia degli impegni politici assunti in sede istituzionale, avrebbe dovuto farsi carico di difendere e non di scoraggiare i tentativi di innovare o se vogliamo di “colmare le lacune” di quelli standard nazionali, che, di fatto, hanno omologato le aree alpine a quelle metropolitane.

Non è qui il caso di riprendere il merito di questioni su cui siamo già stati chiari e propositivi, ma solo esprimere la nostra incredulità ed amarezza nel constatare che le notizie stampa contraddicono le nostre aspettative e la nostra visione di sanità soprattutto nelle politiche di decentramento dei servizi.

La sconfitta con lo Stato poteva essere messa in conto, ma dopo aver combattuto con lealtà una battaglia che potevamo e che si può ancora vincere. Diversamente avremo potuto cercare altre soluzioni, in un quadro di più ampio confronto ed informazione, a cui lo stesso Presidente dell’ordine dei medici aveva dichiarato la disponibilità d’intervenire.

Purtroppo con quest’ennesima fuga in avanti, che ci pone a distanze sempre più lontane dall’Assessora, sia nei contenuti che nel metodo di confronto, riteniamo che si renda necessario un decisivo incontro delle forze politiche che compongono la maggioranza entro breve tempo.

Il Gruppo consiliare dell’Unione per il Trentino e il Gruppo consiliare dell’Union Autonomista Ladina

Trento, 15 luglio 2015

Comunicato stampa Punti nascita e Sanità trentina