Urbanistica, la parola chiave è semplificazione

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La terza commissione permanente presieduta da Mario Tonina ha incontrato l’assessore all’urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss. L’assessore ha illustrato le modifiche che si intendono apportare alla legge urbanistica in vigore.

L’accelerazione sulle modifiche proposte, ha premesso Daldoss nell’illustrare il suo “progetto urbanistico” per la provincia di Trento, interpretano le esigenze diffuse di semplificazione e certezza sui tempi. Per giungere ad una proposta sistematica ed organica è stato attivato un tavolo di lavoro e di confronto con tutti i soggetti portatori di interesse, oltre a guardare con mente aperta a quanto è stato fatto o si sta facendo in altre realtà simili alla nostra.

A grandi linee, sono due gli aspetti fondamentali sui quali poggia l’intero ragionamento e che stanno ispirando le modifiche alla legge:
a. la riaffermazione del patrimonio paesaggistico quale valore fondamentale del nostro territorio, in termini di appetibilità e capacità attrattiva che costituiscono l’ossatura portante della nostra autonomia;
b. l’attivazione di procedure d’incentivazione al recupero del patrimonio esistente, affinché diventi prioritario rispetto ad altri interventi.

Alcune modifiche che riguardano i piani regolatori generali sono già previste in assestamento di bilancio. Si tratta di modifiche che innovano le procedure con certezza dei tempi. Eccone alcune a titolo esemplificativo: 90 giorni per esprimere il parere da parte della provincia dal momento del ricevimento delle proposte dai comuni; un unico tavolo e un unico parere di sintesi del servizio urbanistica rispetto alle osservazioni raccolte dai diversi servizi; sommatoria di tempi che arriva al massimo a 9-10 mesi per giungere alla variante al piano definitiva; norme di salvaguardia che azzerano la procedura se i tempi non vengono rispettati.

Il parere preventivo, che attualmente viene dato dal servizio urbanistica della provincia, passerà nella competenza delle commissioni paesaggio delle comunità. Similmente, nel caso di ristrutturazioni con demolizione/costruzione, sarà la commissione di comunità ad esprimersi, secondo la linea guida di uniformità e armonia, nel maggior rispetto possibile del territorio. Saranno limitate al massimo le occupazioni di nuove aree, riqualificando piuttosto il patrimonio esistente, anche attraverso la diversa destinazione d’uso degli edifici oppure prevedendo nuove modalità di utilizzo dei volumi, anche con spostamenti.

Il Presidente Mario Tonina (UpT) ha espresso condivisione sulle norme, così come sono state illustrate da Daldoss, soprattutto per le finalità di semplificazione e di “risparmio del territorio” in esse contenute. “Ho potuto verificare personalmente nel corso della mia esperienza sul territorio, le difficoltà che questa legge intende risolvere e personalmente apprezzo il lavoro fin qui presentato che va nella direzione auspicata dai cittadini e dagli amministratori”.