VARIAZIONE 2019 – OK ODG DE GODENZ PER MAMMOGRAFI IN OGNI OSPEDALE DEL TRENTINO

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Prevedere che in tutti i presidi ospedalieri della provincia di Trento, si attivi il servizio di mammografia attrezzando le unità operative di adeguate e moderne strumentazioni (mammografi con tomosintesi), implementando, se necessario, il personale operante presso il Coordinamento Screening e Prevenzione Malattie Cronico Degenerative e Senologia Clinica, al fine di svolgere in modo adeguato e capillare sul territorio lo screening mammografico e accorciare i tempi di attesa per il ricevimento degli esiti.
Questo lo scopo dell’ordine del giorno del cons. Pietro De Godenz appena approvato in Consiglio, pensato per aumentare il servizio di prevenzione tumorale e fare in modo che ogni ospedale della Provincia Autonoma di Trento sia dotato di mammografi con tomosintesi e abbia la corretta copertura di personale specializzato. Allo stesso modo, come già fatto in alcune question time e atti politici precedenti, il consigliere ha insistito affinché vengano accorciati i tempi di attesa attualmente in essere per il ricevimento degli esiti in seguito ad esame mammografico.
Il dispositivo approvato, dopo un emendamento concordato, impegna la Giunta a rimettere all’assestamento di bilancio 2019 – 2021 e quindi al prossimo luglio, le valutazioni in ordine all’adeguamento delle risorse destinate all’attivazione del servizio di mammografia con tomosintesi in tutti i presidi ospedalieri della Provincia di Trento, previa effettuazione di uno studio volto a definire costi e benefici del progetto.
“Bisogna, a mio avviso” ha dichiarato De Godenz “attuare soluzioni diverse da quelle impostate fino ad oggi tenendo in considerazione il disagio che arreca il doversi spostare dalle Valli, con i propri mezzi o attraverso servizi collettivi offerti dalle associazioni, per raggiungere Trento e Rovereto per effettuare lo screening, senza contare poi l’eventuale richiamo in caso di approfondimenti. I nostri concittadini hanno diritto ad avere accesso ad esami e servizi nelle valli di residenza e le trentine devono ottenere più aiuto possibile in questo importante ambito di diagnosi e prevenzione. Non devono essere le cittadine a spostarsi, ma possono farlo i tecnici. Inoltre il prezzo per la garanzia del servizio è certamente sostenibile da parte dell’APSS come dimostrano anche le ricerche effettuate: i mammografi attualmente affittati per 8 anni, come da contratto, hanno un costo totale di 1.886.000 Euro; ciò significa che ogni mammografo costa all’anno circa 47.000 Euro – di certo non una spesa eccessiva, se si pensa anche quanto viene risparmiato in termini di tempo e spostamenti delle trentine interessate ai controlli. Vigileremo pertanto attentamente affinché nel prossimo assestamento venga attuato quanto richiesto oggi, tra l’altro condiviso in modo trasversale in aula e confermato nelle intenzioni dell’assessora Segnana, che ringrazio, e della Giunta”.

Di seguito si riporta testo integrale dell’ordine del giorno approvato.

ddl n. 3/XVI “Variazione al Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2019-2021”

MAMMOGRAFI IN OGNI OSPEDALE DEL TRENTINO

Il tumore della mammella è una malattia estremamente grave soprattutto se non individuata e curata in tempo.

In Italia, questo tipo di tumore è il più frequente (rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne) e colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita. È, inoltre, la prima causa di mortalità per tumore nel genere femminile (16% di tutti i decessi per causa oncologiche).

Normalmente, le forme iniziali di tumore del seno non provocano dolore e la maggior parte di esse si scopre solo con la mammografia. È fondamentale quindi effettuare i test di screening poiché consentono di individuare un nodulo o una formazione sospetta, da approfondire eventualmente con una biopsia.

Questo strumento diagnostico è il più efficace per lotta precoce al tumore al seno. Recentemente in Trentino la mammografia è stata integrata con la tomosintesi che consente di aumentare la riconoscibilità dei tumori e contemporaneamente di risolvere parte dei dubbi diagnostici che altrimenti richiederebbero un successivo richiamo di approfondimento. Essa viene eseguita con un particolare apparecchio radiologico che è in grado di identificare alterazioni, anche minime, che potrebbero essere causate da un tumore in fase iniziale.

Il programma di screening in Trentino è partito nel 2000, coinvolgendo le donne tra i 50 e 69 anni perché questa fascia di età è caratterizzata dalla maggiore incidenza di tumore mammario. Nel 2016 sono state inviate dall’APSS 34mila lettere, con un’adesione allo screening dell’84% (il dato nazionale è al 60%) che ha permesso di individuare 168 carcinomi.

Sul sito dell’Azienda Provinciale per il Servizi Sanitari della Provincia Autonoma di Trento leggiamo:

“Il servizio di screening provinciale gestisce le chiamate (ogni due anni) delle donne inserite nel programma a seconda delle fasce di età e del comprensorio di provenienza: le mammografie delle donne inserite nel programma di screening vengono espletate da personale tecnico dedicato, proveniente dal centro di Trento, nella sede ospedaliera di Distretto più vicina alla loro residenza”.

Ma tutto ciò non sembra corrispondere al vero; infatti dal 2014 lo screening mammografico ad elevata efficacia viene eseguito solo a Trento e Rovereto, dopo la decisione di accentrare tale servizio e non effettuarlo più negli ospedali di valle.

Già in due precedenti interrogazioni, una datata 2015 e l’altra 2018, il sottoscritto aveva sottolineato una diminuzione degli accessi agli esami di screening nelle valli – in particolare nel distretto provinciale Est – che testimoniava come decidere di allontanare un importante servizio dalle utenti interessate potesse provocare conseguenze gravi quali la diagnosi tardiva e il potenziale aumento di tumori al seno.

La diminuzione dell’adesione ai controlli, in parte dovuta alla necessità di sobbarcarsi lunghi viaggi in auto o con mezzi pubblici concentrati in poche fasce orarie impegnando comunque molte ore, portandoci a richiedere di riattivare i mammografi nelle valli.

L’allora assessore alla salute, rispondendo all’interrogazione nel febbraio del 2018, specificava come l’attuale impostazione del programma di screening mammografico prevedeva che tutta la popolazione femminile, rientrante nel target residente in trentino, si dovesse recare al controllo a Trento e Rovereto ogni due anni, con l’importante vantaggio di avere una diagnosi migliore grazie all’introduzione, nel 2015 dei nuovi macchinari, più precisi nel controllo e quindi nella diagnosi precoce dei tumori e di come la tendenza al calo nell’adesione ai controlli fosse tornata a livello ottimale nel 2016 anche in riferimento a quelle valli per le quali erano state predisposte facilitazioni per gli spostamenti in collaborazione con le associazioni del terzo settore.

Bisogna, a mio avviso, attuare soluzioni diverse da quelle impostate fino ad oggi tenendo in considerazione il disagio che arreca il doversi spostare dalle Valli, con i propri mezzi o attraverso servizi collettivi offerti dalle associazioni, per raggiungere Trento e Rovereto per effettuare lo screening, senza contare poi l’eventuale richiamo in caso di approfondimenti.

Sentita negli scorsi giorni la relazione della nuova assessora competente che indica tra gli obiettivi del 2019 il potenziamento dei servizi sanitari nelle valli, credo che restituire un servizio diagnostico quale la mammografia sia di vitale importanza per la cura e la salute delle nostre donne trentine.

Per tali ragioni, visto l’art. 6 ddl 3/XVI in materia di tutela della salute e utilizzando gli stanziamenti previsti sulla corrispondente missione

Il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta Provinciale:

A rimettere all’assestamento di bilancio 2019 – 2021 le valutazioni in ordine all’adeguamento delle risorse destinate all’attivazione del servizio di mammografia con tomosintesi in tutti i presidi ospedalieri della Provincia di Trento, previa effettuazione di uno studio volto a definire costi e benefici del progetto.