CONS. DE GODENZ: SARA PEDRI E GINECOLOGIA TRENTO, SERVONO RISPETTO E CHIAREZZA

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In riferimento agli eventi riguardanti la dottoressa Sara Pedri e l’Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale S.Chiara di Trento, ritengo opportuno intervenire con alcune riflessioni.

Innanzitutto, desidero sottolineare la necessità di dimostrare profondo rispetto per la dottoressa Sara Pedri e per i suoi cari, i quali meritano venga fatta la più assoluta chiarezza su quanto avvenuto.

Concordando poi con quanto espresso anche da alcuni miei colleghi consiglieri affermo di non voler dare adito a polemiche riferite al reparto di Ginecologia dell’ospedale di Trento e alla sua valenza tecnica: non è questo il tema in discussione, bensì la necessità di procedere presto e bene affinché venga ricostruito quanto avvenuto negli scorsi mesi e anni in un luogo di lavoro che, come dimostrano i numerosi abbandoni e dimissioni, appare estremamente lontano dall’essere sereno e ideale.

Per tale motivo, pur riconoscendo – e non potrebbe essere altrimenti – all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari l’autonomia che le spetta, ritengo siano stati quantomeno frettolosi e addirittura inopportuni sia la conferma del dottor Tateo quale direttore dell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia avvenuta il 7 giugno, sia il suo rientro in reparto dopo le ferie avvenuto il 5 luglio scorso; Scelte che non hanno tenuto conto di una inchiesta interna avviata dall’APSS, della segnalazione di 6 ginecologhe (numero probabilmente destinato ancora a crescere) – le quali hanno voluto rimanere anonime per timore di ritorsioni, il che ben sottolinea il clima di reparto assai pesante – e che rischiano di denotare la non comprensione della gravità delle vicende che ci troviamo ad affrontare.

In conclusione, auspico che sia la commissione interna che la commissione inviata dal Ministero possano trovare la piena collaborazione dell’APSS e di coloro i quali in essa hanno responsabilità e potere gestionale e decisionale giungendo il prima possibile a terminare l’inchiesta e fornire un quadro chiaro ed esaustivo di quanto avvenuto. Questo va fatto in primis per Sara e i suoi famigliari, ma anche pensando a tutte le lavoratrici e lavoratori del Santa Chiara che sempre hanno lavorato con passione e dedizione e continuano a farlo, non meritando sospetti e dubbi sul loro encomiabile operato.

Sono infine certo che anche la Giunta della Provincia Autonoma di Trento e il Consiglio provinciale, del quale faccio parte, sapranno e vorranno fare tutto quanto nelle loro possibilità per agevolare la realizzazione di quanto sopra paventato.

Cons. Pietro De Godenz